La Finanza a sostegno del retail italiano: la case history di KIKO Milano

Scopriamo insieme come KIKO Milano ha voltato pagina grazie al turnaround realizzato dal nuovo management team.

Durante l’evento Finanza & Retail, tenuto lo scorso 8 novembre da Confimprese a Milano, Iacopo Martini, Chief Financial Officer di KIKO Milano, ha raccontato l’incredibile turnaround che ha vissuto il Brand in poco più di un anno. Scopriamo insieme tutti i dettagli.

Fondato nel 1997 da Percassi, KIKO Milano è un marchio e un retailer italiano che offre prodotti di make up professionali e trattamenti viso e corpo d'avanguardia. Innovazione, colore, qualità e accessibilità sono i valori che hanno permesso, in pochi anni dalla fondazione, un enorme successo del Brand.

Nel giro di cinque anni, KIKO Milano aveva aperto all’estero oltre 500 negozi tra Stati Uniti ed Europa, tutti gestiti direttamente. Una espansione così rapida e l’insorgere della crisi del retail sono alcuni dei fattori che avevano rallentato la crescita del Brand.

Caratteristiche del turnaround

Dopo alcuni anni di rallentamento dei risultati di KIKO Milano, nel 2018 è finalmente arrivato il momento di svolta anche grazie all’arrivo del fondo private equity di Peninsula Capital che ha affiancato Percassi nell’azionariato investendo nel nuovo business plan.

Principali strategie attuate:

  • Taglio dei “rami secchi”: KIKO Milano ha provveduto a chiudere diversi negozi non profittevoli. In particolare negli Stati Uniti, saracinesche abbassate per 27 negozi su 30 in quanto situati in location poco di profitto per il Brand. Gli ultimi tre negozi sono a tutti gli effetti dei flagship store, utili a mantenere viva la brand awareness e il presidio all’interno del Paese. Alcune chiusure hanno interessato anche l’Europa come avvenuto in Germania e in UK.
  • KIKO Milano ha rivolto il proprio interesse verso l’Asia e il Medio Oriente. L’obiettivo è di espandersi verso mercati ad alta crescita e attrattività, dove le consumatrici hanno mostrato grande interesse per il brand.
  • In linea generale il ruolo dei punti vendita resta fondamentale come touch point esperienziale anche grazie all’introduzione di nuove tecnologie digitali e basate sulla realtà aumentata.
  • Spinta di ulteriori canali oltre i punti vendita diretti, quali l’e-commerce, i marketplace online e i negozi in franchising. Nello specifico KIKO Milano è entrata nel mercato cinese attraverso i marketplace online come T-Mall (grazie alla partnership con Yujiahui). Un ulteriore punto di svolta per il Brand è la decisione di approcciare il format franchising e dello shop in shop come alternative più efficienti e meno rischiose rispetto alla crescita esclusivamente basata sui negozi a gestione diretta. Importanti partnership a livello internazionale sono state già firmate in paesi quali Russia, Israele e Arabia Saudita.

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Retailing Disruption

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