Resca, Confimprese: «All’estero 270 aperture nel retail»

RAPPORTO CONFIMPRESE ESTERO 2018

L’annuale Osservatorio Confimprese Estero segnala la tenuta del retail italiano con un benchmark in crescita del 20% sul 2017. Food e fashion settori iconici del made in Italy nel mondo

(Milano, 16 aprile 2018) – L’annuale Osservatorio Confimprese Estero segnala la tenuta del comparto che è in crescita del 20% rispetto al 2017 (230 aperture), segno che il retail cerca stabilità anche oltreconfine dopo avere consolidato il business sul mercato domestico. In arrivo 270 nuovi punti vendita sui mercati globali con una netta predominanza delle aziende food e fashion.

Quanto ai Paesi di destinazione il comparto si spacca in due: il food privilegia l’Europa, Francia in testa, il fashion strizza l’occhio a Russia e Medio Oriente. La Francia, del resto, è il primo Paese europeo nel franchising con 1.900 affilianti e oltre 71.500 affiliati per un fatturato totale superiore a 55 miliardi di euro.

«I retailer del food – afferma Mario Resca, presidente Confimprese ((300 marchi commerciali, 30mila punti vendita, 600mila addetti con un fatturato 2017 di 148,5 miliardi di euro) – aprono nuovi punti vendita e store in Francia perché è un mercato di prossimità con un’attenzione alimentare simile alla nostra e un’offerta del cibo che non è destrutturata come nei Paesi anglosassoni. Molte imprese hanno già un network consolidato in tali nazioni dove possono sfruttare economie di scala, logistica, supply chain e controllo della qualità sul cibo. Quanto al fashion i Paesi dell’est europeo e del Medio Oriente sono affamati di marchi italiani che dettano legge in fatto di moda».

Piani di apertura e split per settore

Nello split per categoria il food è ben rappresentato da un cospicuo gruppo di aziende italiane che, già presenti oltreconfine, intendono rafforzarsi ulteriormente. Ad esse si affiancano realtà di minori dimensioni che tentano in alcuni casi lo sbarco per la prima volta quest’anno e in altri l’hanno fatto solo da qualche tempo. Tra le realtà più attive, a conferma del buon andamento del business sul mercato domestico dove ha di recente acquisito il brand italiano American Grafiti, Cigierre ha in programma una decina di aperture in Svizzera e in Francia con i marchi Old Wild West, Wiener Haus, Pizzikotto, American Grafiti e Shi’s.

La Piadineria, a seguito delle positive performance dei locali di Nizza e Marsiglia, punta nuovamente sul Paese d’oltralpe con una previsione di 5-6 aperture nei maggiori centri commerciali della Francia. Come anche il gruppo Cibiamo, che gestisce i brand La bottega del Caffè, Cibiamo, Virgin Active Café e Mondadori Café, apre 2 locali in Francia. Il gruppo napoletano Sebeto prevede 5 ristoranti a marchio Rossopomodoro: 1 a Panama, 3 in Oman, 1 Las Vegas con Eataly ed è in trattativa per aprine 2 in Colombia, e altri in Spagna e Tunisia. L’azienda campana Queen’s Chips specializzata nella patatineria take away con all’attivo 40 punti vendita in Italia, punta sul nord Europa e sulla Cina con 30 nuovi locali. Mama Burger, che ha lanciato il format fast food (200 mq) proponendo prodotti sulla base dell’hamburger american style, apre a Ibiza nel cuore della movida spagnola. Novità anche nel bio, dove il leader di mercato EcornaturaSì, che ha appena aperto il primo negozio biologico di 300 mq su strada a Varsavia (il resto della catena è presente esclusivamente nei centri commerciali), prevede altre aperture in Spagna. In Spagna arriva anche la ristorazione commerciale: il gruppo emiliano Camst apre a breve un ristorante self-service a insegna Tavolamica, mentre CIR food apre un locale di ristorazione in Olanda ad Amsterdam. Nella caffetteria illycaffè continua la sua marcia sui mercati esteri con 35 nuove aperture, di cui di cui 20 in Europa, Medio Oriente e Africa, 10 in Asia e 5 in America.

Passando al fashion il numero maggiore di aperture arriva da Yamamay e Carpisa (gruppo Pianoforte) con 80 punti vendita, la maggior parte dei quali previsti su coste e isole mediterranee, tra Croazia (8 aperture), Grecia (6 aperture) e Spagna (4 aperture). Il brand dell’intimo, in particolare, guarda con interesse anche alla Francia, dove entro l’estate 2018, a un anno dalla partenza della filiale d’oltralpe, saranno operativi 4 punti vendita, con Nizza e Antibes che vanno a sommarsi ai già aperti Cannes e Ajaccio. Per i nuovi flagship store le città sono Londra e Dubai, mentre le nuove top location turistiche Valencia, Palma de Mallorca, Costa Brava, Dubrovnik, Spalato, Budva, Praga, Beirut, Doha. Il modello di business all’estero si basa sulla formula mista punti vendita diretti (che fungono da flagship) e in franchising, con un occhio allo sviluppo online, creato di pari passo e daccordo con la multicanalità crescente e nel rispetto della catena di affiliazione. Camomilla Italia guarda con interesse il Medio Oriente e la Russia, dove ha presenziato in febbraio per la seconda volta alla fiera CPM di Mosca e dove sbarcherà con un paio di store. Dall’azienda toscana Miniconf sono in arrivo 8 aperture di cui 4 a marchio Ido a Mosca Metropolis, Valencia, Ucraina, Bellinzona e 4 per il marchio Sarabanda a Saint Tropez, Corsica, Montenegro e Serbia. Primadonna apre 10 nuovi negozi in Francia, Ucraina e Romania.

Nei settori arredo casa, ottica, cosmesi troviamo la Francia in pole position anche per Kasanova, dove è previsto un nuovo store. «La Francia – spiega Enrico Casiraghi, cfo Kasanova – è un mercato molto importante e con molti centri commerciali, che sono location per noi molto familiari. Abbiamo iniziato da Nizza, che è un territorio di prossimità, con cultura, gusti e religione molto simili all’Italia anche perché circa il 10% di abitanti è italiano. La Francia permette sinergie con real estate internazionali con cui siamo già in rapporto per il mercato italiano. Non presenta nessuna difficoltà logistica, senza necessità di aprire un hub in loco. In ogni caso volendo presidiare l’Europa, è uno dei paesi di riferimento».

L’Erbolario ha interesse per Europa e Arabia Saudita. Attualmente prevede un’apertura a Bratislava per il mese di luglio. Nau! conta su una nuova espansione in Spagna, Messico, Malta, Mosca, Dubai e India. L’India è uno dei mercati più importanti e potenziali dove il gruppo varesino, che ha già 3 punti vendita a New Delhi, conta di aprire oltre 100 punti vendita nei prossimi anni, partendo dalle megalopoli.

Nell’arredamento sono interessanti le previsioni di sviluppo di Natuzzi, che ha in programma circa 60 aperture con Cina, Brasile e Usa come mercati prioritari di sviluppo, ma ci sono anche piani previsti in UK, India, Francia. «Il modello retail Natuzzi – fanno sapere dall’azienda – si compone principalmente di due format distributivi: lo store monomarca, concepito per essere realizzato nei centri abitativi più grandi, e la galleria ovvero un corner modulare creato per essere ospitato negli store multimarca. Questi due modelli distributivi valgono sia per Natuzzi Italia, la linea di prodotto testimonial della qualità artigianale italiana, fiore all’occhiello della produzione Natuzzi, 100% made in Italy con una collezione che propone divani, poltrone, tavoli da pranzo, letti, mobili e complementi d’arredo realizzati in collaborazione con designer di fama internazionale o nel centro stile Natuzzi, sia per Natuzzi Editions, linea di prodotto dedicata principalmente a divani e poltrone».

Francia: il Paese leader nel franchising visto da vicino

La Francia resta il paese leader nel franchising. Nel 2016, sono stati infatti censiti 1.900 affilianti e oltre 71.500 affiliati per un fatturato totale superiore a 55 miliardi di euro. Al di là di Parigi, le due città che nel 2017 si sono distinte per l’apertura del maggior numero di nuovi negozi sono state Lione, che ha beneficiato della riqualificazione del quartiere Grôlée Carnot dove si sono installati marchi come Uniqlo, Hard Rock Café, Milibo, Habitat e Flying Tiger Copenhagen, e Marsiglia grazie soprattutto al successo dei centri commerciali Terrasses du Port, Docks e Prado. Seguono Bordeaux, Lilla e Nizza.

I trend del valore dei canoni di locazione dei locali commerciali, tra il 2016 e il 2017, hanno invertito di tendenza, tornando a diminuire dopo anni di ascesa. Nizza (Jean Médicin) 2.200€ mq annui, Marsiglia (CV-St Ferréol) 1.400€ mq annui. I settori maggiormente interessati sono: l’alimentare con 19,1 miliardi di euro di fatturato, 182 catene di marchi differenti e 14.980 punti vendita; gli articoli per la casa con 7,08 miliardi, 358 marchi e 3.836 punti vendita; la ristorazione rapida con 4,54 miliardi, 200 marchi e 5.169 punti vendita; l’abbigliamento con 4,1 miliardi, 182 marchi e 7.083 punti vendita); l’estetica con 2,03 miliardi, 164 marchi e 7.223 punti vendita. (Fonte: Ice Rapporto Il franchising sul mercato francese).