Retail in Spagna

Retail in Spagna

Mario Resca, Confimprese: «Pil in crescita del 3% e investimenti retail sui livelli pre-crisi a 2,4 miliardi di euro. Così la Spagna è pronta ad accogliere le catene italiane» .

(Milano, 8 aprile 2016) – E’ un Paese che ha saputo alzare il capo dinanzi alla crisi che ha piegato l’economia mondiale e che, nonostante un quadro normativo complesso, il debito pubblico e un tasso di disoccupazione ancora elevati, occupa il tredicesimo posto nel ranking mondiali per Pil, con 46 milioni di consumatori, 60 milioni di turisti che visitano il Paese ogni anno e gli effetti positivi che le riforme finanziaria e del mercato del lavoro hanno avuto nel recupero economico del Paese. Nel 2015 gli investimenti italiani in Spagna registrano un aumento del 40,4%, attestandosi a 146 milioni di euro vs i 104 del 2014; la regione di Madrid, con 10.093 milioni di euro, è la principale destinazione dei capitali esteri. I dati sul sistema Paese e le conseguenti possibilità di sviluppo da parte dei retailer italiani sono stati illustrati nel corso del convegno Confimprese Business Retail in Spagna, che ha evidenziato le opportunità di investimento nel mercato iberico.

«Con un Pil in crescita del 3% – commenta Mario Resca, presidente Confimprese– e il trend della fiducia dei consumatori al di sopra della media degli altri Paesi europei a 101,6 la Spagna può essere un mercato di sbocco per le nostre imprese. Le vendite retail sono in crescita da due anni e nel solo mese di febbraio hanno toccato il +3,9 per cento. Nel 2014 gli investimenti retail sono ritornati ai livelli del 2006 a 2,4 miliardi di euro, l’e-commerce è cresciuto del 20% dal 2011 al 2015. Rispetto all’Italia la Spagna mostra due asset vantaggiosi: minore pressione fiscale, più facilità di accesso al credito. E le previsioni per il 2016 lasciano ben sperare in un’ulteriore evoluzione positiva del trend in atto: è previsto un incremento del 2,8% del consumo delle famiglie e un’omogeneizzazione della normativa a livello statale, regionale e locale. Cui si aggiunge una stima di crescita del 4% degli incoming turistici entro il 2025 con positive ricadute sui consumi». L’Osservatorio Confimprese 2016 sull’estero prevede 400 nuove aperture, di cui numerose in Spagna a Madrid, Barcellona e Isole Canarie, dove tra gli altri sbarcherà La Yogurteria e apriranno altri negozi Nau!, Yamamay e Primadonna.

Il retail rappresenta il 18% del Pil. La forte concentrazione dei centri commerciali top è a Madrid e Barcellona. La sola regione di Madrid, che è al 5° posto nel ranking europeo per attrattività nel retail, ha più di 90 centri commerciali di cui 7 top con una GLA media di 3mq pro capite vs i 2,4 dell’Italia. La domanda per spazi nelle migliori aree della capitale è alta ma pochi sono quelli liberi. Gli shopping center in Spagna con oltre 10 milioni di visitatori l’anno sono 25, fino ad arrivare ai 22 milioni del cc La Vaguada situato nella capitale e ai 16 di La Maquinista a Barcellona, entrambi di proprietà di Unibail/Rodamco, società leader nell’immobiliare commerciale in Europa con un portafoglio di 37,8 miliardi di euro.

Interessante anche il volume degli investimenti immobiliari, che nel segmento retail ha raggiunto i 2.400 milioni di euro nel 2015, segnando incrementi del +14% rispetto al 2014 e del +10% sul 2006, anno quest’ultimo che finora aveva registrato il picco più alto. Le previsioni a breve termine fissano in 2.500 milioni di euro il volume del mercato immobiliare nel retail.

Quanto al consumatore, è molto attento al rapporto qualità-prezzo, in percentuale maggiore rispetto ad altri Paesi: Il 30% vs il 28% di americani e tedeschi, il 25% dei francesi, il 24% degli inglesi. È fortemente orientato ai social media e ama informarsi sulla rete, tanto che il 36% utilizza you tube per orientarsi su nuovi prodotti, il 56% vorrebbe una dimostrazione del prodotto in video chat, il 55% aspetta una risposta dai social in 15 minuti, il 45% vorrebbe lamentarsi online e anche condividere i propri dati personali sul web. Ma attenzione: più condivide e maggiore è la sua aspettativa in termini di customer satisfaction. Lo pensa il 74% degli spagnoli.