Resca, Confimprese: «Il made in Italy è sempre più un format da esportazione. Previste 230 aperture all’estero»

Resca, Confimprese: «Il made in Italy è sempre più un format da esportazione. Previste 230 aperture all’estero»

Rapporto Confimprese Estero

Resca, Confimprese: «Il made in Italy è sempre più un format da esportazione. Previste 230 aperture all’estero»

(Milano, 27 marzo 2017) – L’estero funziona. Il made in Italy da esportazione piace soprattutto se declinato sotto l’egida del franchising, tanto che nel 2017 le insegne Confimprese apriranno circa 230 punti vendita.

«Consolidamento del business in Italia, formula testata, prodotto made in Italy e buon rapporto qualità-prezzo sono le basi per azzardare lo sbarco sui mercati esteri – spiega Mario Resca, presidente Confimprese –. Sicuramente la politica di rischio condiviso offerta dalla formula franchising rappresenta un’ottima opportunità anche per le aziende di dimensioni più piccole, quelle che, per intendersi, hanno in Italia anche solo una ventina di punti vendita, con l’effetto positivo di fare crescere in patria un indotto di materie prime alimentari, di componenti di arredamento-design e di tessile moda».

Se la presenza di catene italiane all’estero è ancora inferiore rispetto a quelle straniere, il trend già da qualche anno ha iniziato a progredire a doppia cifra, con aziende che generano fino al 40% dei propri ricavi grazie a canone di affiliazione, royalty e vendita di prodotti. Non c’era da scommetterci sull’estero da quando il commercio italiano, incamminandosi verso il declino dei consumi sul mercato domestico, temeva la scomparsa di bar, caffetterie e casual fast food di casa nostra a discapito dell’invasione (in franchising) di potenti brand globali, invece a marcare la differenza sono la qualità del prodotto in Italia e format di rivendita dal design elegante. Tra le aziende che hanno già punti vendita sui mercati internazionali e quelle che si apprestano nei prossimi anni a fare il salto, l’interesse è rivolto innanzitutto verso l’Europa, con in testa Francia, Spagna comprese le isole come Baleari e Canarie ad alto tasso turistico, Austria e Germania. Seguono gli Emirati Arabi con Dubai, Oman e Qatar in pole position.

Piani di apertura e split per settore

Nello split per categoria il food è ben rappresentato da un cospicuo gruppo di aziende italiane che, già presenti oltreconfine, intendono rafforzarsi ulteriormente. Il gruppo napoletano Sebeto aprirà 6 ristoranti, di cui 3 a insegna Rossopomodoro in Portogallo e in Oman e 3 come Rossosapore a Ibiza e in Oman. Saranno 96 le persone assunte Nel fast food l’azienda salernitana Penta nata qualche anno fa dall’idea dell’imprenditore Alberto Langella, conta di aprire 2 nuovi store a marchio Fry Chicken in Francia a Marsiglia e in Spagna a Madrid con il nuovo format lanciato nel 2016 che prevede la formula ristorante veloce con 50 posti sedere su 80 mq. Gli addetti previsti a punto vendita sono 4. Queen’s Chips (patatineria take away) ha in programma 3 aperture con 15 persone in totale. I Paesi di interesse sono Arabia Saudita, Emirati Arabi e Inghilterra. Continua l’espansione del fast casual food di La Piadineria in cui tutto è preparato al momento con ingredienti freschissimi. L’interesse al momento è concentrato sulla Francia, a Nizza e Marsiglia, con una decina di persone assunte. EcornaturaSì, leader nei supermercati bio, ha una previsione di 5 aperture nei mercati dell’est, 4 in Polonia e 1 in Slovenia con una trentina di neoassunti. Continua anche lo sviluppo di Caffè Vergnano con 15 aperture e una media di 5 addetti a punto vendita per un totale di 75. Importante l’espansione in Qatar con un piano pluriennale di 6 aperture che è iniziato proprio nel 2017. Tra le novità di rilievo della storica azienda torinese vi è lo sviluppo dell’offerta grab&go e l’ampliamento della linea merchandising in vendita al pubblico, il consolidamento di partnership come La Granda e Vino Libero per l’offerta food, la creazione di menù dedicati e la formazione del personale. Il gruppo Cibiamo non ha attualmente punti vendita all’estero, ma conta di sbarcare quest’anno in Francia e ha aperta una trattativa per il Marocco per i brand La Bottega del Caffè e Il Forno di Cibiamo. Sono 6 gli addetti per singolo store per un totale di 12. America Graffiti Franchising, che in Italia ha portato la tradizione dei diner americani in due format di ristorazione in franchising, l’american diner e il fast food, sta valutando di estendere il progetto al di fuori dei confini italiani. Per valutare l’impatto di questo nuovo percorso ha individuato nelle nazioni più vicine all’Italia come Austria, Germania, Slovenia e Croazia, le aree più adatte allo sviluppo del format America Graffiti e di aprire entro l’autunno/inverno almeno una location diretta fuori dai confini nazionali. Dopo una fase iniziale con aperture dirette il gruppo, nato da un’idea dell’imprenditore Nicola Vandi, cercherà di individuare master franchisee a cui affidare un paese o una parte di questo per lo sviluppo del progetto estero. Previsti 20 addetti per singolo store.

Buone le prospettive di crescita anche per il fashion, dove prevalgono al momento soprattutto aziende di matrice campana. A cominciare da Pianoforte Holding di proprietà dei Cimmino, che aprirà 80 punti vendita, 40 ciascuno per i due brand di punta, Yamamay e Carpisa, già presenti all’estero con un centinaio di negozi. I neoassunti, tra personale di vendita, magazzinieri e cassieri, è di 360 persone in totale. Il gruppo napoletano aprirà anche 4 flag internazionali: Yamamay Mall in Qatar, Yamamay Marina Mall a Dubai, 1 Yamamay e 1 Carpisa a Teheran. L’azienda napoletana, Camomilla Italia, saldamente in mano alla famiglia napoletana dei Pierro, si concentra in Europa con 3 nuovi store in Austria, Svizzera e Germania e 12 addetti totali. Dalla terra partenopea arrivano anche le 6 aperture di Piazza Italia guidata dagli imprenditori Bernardo. I Paesi di sbocco sono Iran, Russia, Serbia, Tunisia, Cipro, Arabia Saudita che impiegheranno 13 addetti ciascuno per un totale di 78. Sulla Francia è puntata l’attenzione anche del gruppo Pittarosso, che conta di aprire uno store anche in Slovenia con una media di 12 assunti a punto vendita (24 totali).

Nell’ottica prosegue lo sviluppo serrato del gruppo varesino Nau!, guidato dall’imprenditore Fabrizio Brogi, che nel 2017 punta i riflettori su Spagna, Usa e Canada con l’apertura di 7 nuovi negozi e una cinquantina di neoassunti.

Il settore immobiliare fa virare l’ago della bilancia verso un’unica meta: la Spagna, dove il gruppo Tecnocasa prevede di aprire 100 nuove agenzie con 4 agenti ciascuna per un totale di 400. Prevista la crescita nelle città in cui è già presente, con un consolidamento della posizione sul territorio a Valladolid, Toledo, Madrid, Barcellona, Valencia, Alicante, Saragozza, Andalusia. Il gruppo continuerà anche l’espansione nell’area di Tarragona e Castiglia-La Mancia. Il mercato spagnolo Spagna presenta un considerevole vantaggio, in quanto il franchisor spagnolo è strutturato come quello italiano e applica la formula del franchising.

Quanto al personale, le aziende preferiscono impiegare figure professionali locali dei master franchisor in un’ottica di risparmio dei costi. Lo sviluppo del brand è affidato a partnership locali opportunamente supportate dai referenti italiani già dalle prime fasi di start up (approvazione location, progettazione, applicazione standard gestionali e operativi, rispetto delle caratteristiche chiave del marchio). Il personale locale viene formato prima dell’apertura presso e tale percorso formativo viene poi consolidato con visite frequenti da parte del team italiano itinerante composto da visual manager e brand manager.