Rapporto Cerved per Confimprese. Vaccini: migliora clima fiducia, ma non i consumi

Presentato il Rapporto Innovation Team-Cerved per Confimprese “Termometro Italia-famiglie. Approfondimento sull’impatto dell’annuncio dei vaccini sul clima di fiducia”

L’annuncio dell’arrivo dei vaccini ha dato una spinta positiva al clima di fiducia delle famiglie, che iniziano a pensare positivo, nonostante 1 italiano su 3 sia convinto di potere riprendere la vita di sempre solo tra un anno

Milano, 23 dicembre 2020 – Annuncio vaccini. Per due famiglie su tre (64,6%) l’impatto della crisi sul reddito si conferma negativo o drammatico, in lievissimo calo rispetto a un mese fa. Tuttavia, l’arrivo dei vaccini anti-Covid per 7 famiglie su 10 migliora il sentiment generale rispetto a un mese fa con un calo di 20 punti percentuali dei pessimisti (dal 53,3% al 33,1%) e porta a un raddoppio degli ottimisti.

I vaccini danno la spinta a pensare positivo anche per i prossimi mesi: il 43,1% si dice più ottimista per il futuro rispetto ad oggi e solo il 14,9% rimane pessimista sul tema. La percentuale di ottimismo sul futuro raggiunge il 70% nelle metropoli, coinvolgendo per la maggior parte separati/divorziati, le famiglie con i redditi più alti e gli anziani.

La progressiva diffusione dei vaccini potrebbe portare a un crescente ritorno alle abitudini pre-Covid. Per il 9,1% questo avverrà sin dai primi mesi del 2021, ma per la maggior parte, il 48,7%, questo accadrà in estate con l’arrivo del caldo. Rimane consistente, tuttavia, la quota di coloro che pensano ci vorrà almeno un altro anno prima di riprendere la vita di sempre (31,2%).

Sono queste le principali evidenze del Rapporto mensile Innovation Team-Cerved per Confimprese “Termometro Italia-famiglie. Approfondimento sull’impatto dell’annuncio dei vaccini sul clima di fiducia”.

Ritorno alle abitudini pre-Covid. Ritorno nei punti vendita fisici e negli uffici sono in cima alla lista della metà degli italiani che, tuttavia, per andare al bar e al ristorante, incontrare gli amici, andare in palestra e viaggiare vogliono attendere la seconda metà del 2021. Il 42% dichiara di aspettare fino al prossimo autunno per riprendere i mezzi pubblici e il 44,8% per viaggiare con treni e aerei.

Nonostante il lieve miglioramento sull’impatto della crisi Covid-19 rispetto a un mese fa, la situazione economica per le famiglie rimane difficile: il 64,6%, pari a soli 2 punti in meno rispetto a novembre, ha subito una riduzione significativa del reddito. Molto critica la situazione dei genitori soli con figli a carico: 9 su 10 accusano un impatto molto forte dovuto alla crisi sanitaria.

Anche i consumi stentano a ripartire, nonostante ci si aspetti una progressiva ripresa delle abitudini d’acquisto. Solo una piccola quota di chi oggi acquista meno rispetto a prima del Covid pensa di tornare ad acquistare in primavera: il 17,7% per l’abbigliamento, il 15,2% per viaggi e vacanze, l’11,2% per parrucchieri ed estetiste.

La maggior parte dei consumatori manterrà stabili i consumi a quelli odierni, che sono già molto inferiori rispetto a prima dell’emergenza sanitaria.

Il sentiment nei confronti del Natale non varia rispetto a un mese fa: due famiglie su tre, per lo più pesantemente colpite dalla crisi economica, hanno poca voglia di festeggiare e circa il 60% spenderà meno rispetto a un anno fa per motivi economici. La pandemia ha originato un crollo degli acquisti per molte categorie di consumo: non solo viaggi, abbigliamento, articoli sportivi. Fortemente penalizzati parrucchieri ed estetiste, che registrano una diminuzione netta del -65%.

Acquisti online: il cambiamento è strutturale. La pandemia ha cambiato in modo radicale le nostre abitudini: 8 famiglie su 10 hanno fatto acquisti online di qualsiasi genere e tra queste l’80,2% continuerà a farlo anche una volta finita l’emergenza, mentre il 73,6% alternerà fisico e online. Il 19,8% ricomincerà ad acquistare nei negozi fisici non appena sarà finita la pandemia. Continua anche la corsa al risparmio, mai stato così possente come negli ultimi mesi: 1 italiano su 3 dichiara di volere risparmiare nei prossimi mesi pur non essendo in particolari difficoltà economiche.

«La gente ha voglia di uscire e di ritornare a consumare – afferma Mario Resca, presidente Confimprese -, ma l’emergenza sanitaria ha un impatto negativo su molti aspetti della vita delle famiglie: reddito, risparmio e aspettative. Nemmeno l’ottimismo creato dai vaccini riesce a far riprendere i consumi, che sono indice di una situazione economica difficile e in continuo peggioramento. Se i consumi colano a picco, la nostra vita cambia in peggio. Dalla ricerca emerge che per gli italiani il benessere soggettivo dipende molto dalla libertà di acquistare i beni e i servizi che si desiderano».