OSSERVATORIO CONSUMI DI MERCATO CONFIMPRESE-EY

Dati primo semestre 2020

L’Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e non food elaborato da Confimprese-EY riporta un trend negativo sul totale mercato escluso l’online del -27% a giugno 2020 vs 2019 e una flessione del -43% nel primo semestre del 2020 vs 2019.

Sul progressivo anno l’abbigliamento è il settore in maggiore sofferenza con -45%, seguito dalla ristorazione -44,4% e da altro non food -31%.

Nei canali di vendita il travel non riesce a risollevarsi e precipita a -72% in giugno e a -58% nel semestre.

I trend per aree geografiche mostrano trend simili con eccezione del sud. Il centro registra un -29% (molto colpito dal calo del turismo) seguito dal Nord-Est col -27,5% e Nord-Ovest (-27%). Miglior trend del Sud che registra un -23,5%

27 luglio 2020 – Tempo di bilanci a 6 mesi dall’inizio di un anno drammaticamente segnato da 3 mesi di lockdown. I dati rilevati dall’Osservatorio permanente Confimprese-EY sono ancora tutti negativi e segnalano una pesante flessione del -43% nel primo semestre 2020 vs lo stesso semestre 2019. Male l’abbigliamento, il settore con le peggiori performance -45%, seguito dalla ristorazione -44,4% e da altro non food -31%, che ha tra l’altro beneficiato per alcune merceologie di un periodo di lockdown ridotto.

Nell’analisi del mese di giugno, primo mese post Covid senza lockdown, ovvero senza giorni di chiusura, si registra un -27% di vendite, i settori merceologici in maggior sofferenza sono l’abbigliamento (-32%) e la ristorazione (-30%), mentre le altre merceologie non food (+15%) hanno registrato una crescita positiva, grazie soprattutto ai beni durevoli che hanno beneficiato della consegna merci e di un recupero di decisioni di acquisto rimaste sospese durante il lockdown.

L’e-commerce registra +135% nel trimestre aprile-giugno e, anche con negozi fisici aperti, mantiene una forte crescita del 54% nel mese di giugno comparato al 2019.

«Al di là delle cifre che – spiega Mario Maiocchi, consigliere delegato Confimprese – con un calo del 43% nella prima metà anno fanno difficilmente ipotizzare una chiusura 2020 migliore di un -25-30% con impatti notevoli sulla redditività del settore e sulla continuità di molti operatori, occorre soffermarsi sulle modifiche strutturali nei modelli di vita, in particolare smart working e viaggi di affari e di flussi internazionali. Saranno da valutare gli sviluppi sulle location highstreet delle grandi città e sul canale travel per la ridotta presenza e traffico di lavoratori e turisti internazionali, questi ultimi anche con impatto su outlet e centri commerciali. Di contro ci sarà un ritorno di attenzione su location periferiche delle grandi città e centri storici delle città di provincia».

A livello regionale in giugno la Toscana si riconferma la regione con le peggiori performance (-33%). Seguono Emilia-Romagna (-30%), Lombardia (-29,6%), Trentino (-29%), Lazio (28,7%), Campania (28,1%). Le regioni impattate in misura minore sono state Valle d’Aosta e Basilicata.

Quanto a Pta (primary trade area) sempre nel mese di giugno vs stesso  mese 2019, si riscontrano performance notevolmente inferiori alla media (-due digit) in tutta Italia e in particolare in alcune location come a Milano e provincia (Corso Buenos Aires -40%, Fiordaliso -34%, Il Centro -35%); a Genova per la situazione autostradale conseguente al crollo del ponte Morandi, (Fiumara -41%), a Roma (Roma Est -39%) e a Firenze (I Gigli -32%). Si registrano segnali positivi da Orio Center (Bergamo), che performa il 12% meglio della media paese, seguito da Nave de Vero (Venezia) +7%, Forum Palermo +4%.

«Se guardiamo i trend negli ultimi 4 mesi, cioè solo quelli influenzati dal Covid-19 – chiarisce Paolo Lobetti Bodoni, business consulting leader Italy EY –, possiamo vedere come il trend negativo del canale fisico sia stato pari al -62%, cioè si sono persi quasi i due terzi delle vendite rispetto all’anno scorso. In particolare, notiamo che l’abbigliamento e la ristorazione hanno registrato trend negativi del 65%, mentre un po’ meglio è andato altro non food con una decrescita del -47%. Tuttavia, dei segnali incoraggianti si possono cogliere: le vendite online mantengono una forte crescita a giugno (+54%), mentre le vendite del canale fisico, scese del 27%, si posizionano nell’intervallo alto del trend negativo che avevamo previsto per la fase 2 corrispondente ad un range negativo tra il 20 e il 40% rispetto al 2019».

Analisi per aree geografiche e province

I trend per aree geografiche mostrano andamenti simili tra loro, anche se a chiudere il mese di giugno 2020 con i trend peggiori vs giugno 2019 è il Centro con -29%, seguito dal Nord-Est con

-27,5% e il Nord-Ovest con -27%. Leggermente meglio Sud e isole con -23,5%, un risultato sempre negativo che riflette, tuttavia, una lieve ripresa del turismo nostrano.

Nel ranking per regioni la Toscana erode qualche punto percentuale rispetto a maggio (-48,8%), ma rimane pur sempre la peggiore in Italia con -33%. Questa la situazione nelle principali città: Firenze -38%, Lucca -36%, Pisa -31%, Livorno -38%.

In seconda posizione l’Emilia-Romagna che chiude giugno a -30,2% e sorpassa la Lombardia (-29.6%). Modena e Reggio Emilia sono in testa con -36%, Bologna flette di un punto percentuale in meno (-35%), Rimini e Forlì-Cesena -23%, Parma -19%.

Al terzo posto la Lombardia in flessione del 29,6%. Quanto alle province con i trend più negativi, la fotografia riflette gli scenari dell’emergenza sanitaria: Brescia la più colpita -34%, Milano -33%, Como -32%, Varese -30%, Monza e Mantova -28%, Bergamo -22%, Pavia -17%, Cremona -7%.

Al quarto posto il Trentino con -29%, Trento chiude a -26%.

Segue il Lazio in flessione del -28,7%, Roma e Frosinone -30%, Latina -20%.

La Campania è a breve distanza percentuale -28,1%. Caserta, città turistica per eccellenza con la reggia del Vanvitelli, flette del -31%, seguita da Napoli -29% e Salerno -12%.

Nel Nord-est a chiudere il ranking è il Veneto con un trend negativo del -26,7%. Questa la fotografia delle province: Padova e Venezia -30%, Treviso e Verona -27%, Vicenza -21%.

Il Friuli-Venezia Giulia dimezza l’andamento negativo rispetto a maggio (-43,8%) e chiude giugno in ripresa, seppure sempre negativa, con -19,1%. Udine è a -15% contro il -41% del mese di maggio.

Sempre negativa anche la situazione in Liguria che chiude giugno a -25,5%. Genova la peggiore con -30%, seguono La Spezia -27%, Savona -25%, Imperia -13%.

Al Sud le regioni con i trend negativi peggiori sono Sicilia e Calabria, le uniche ad avere avviato i saldi il 1° luglio a dispetto delle disposizioni della Conferenza delle regioni che li aveva inizialmente posticipati al 1° agosto, ma rettificati in questi giorni con il via libera alla partenza già da questa settimana. Ebbene, la Sicilia flette del -24,8%, la Calabria del -24,5% ma, a giudicare da recenti rilevazioni, l’avvio anticipato dei saldi dovrebbe portare a risultati migliori a fine luglio.

Uno sguardo alle regioni del Centro-sud mostra andamenti di poco inferiori al quadro regionale sopra descritto. Umbria (-26%), Molise (-25%), Abruzzo (-24%), Marche (-22%).

Nel resto d’Italia le regioni con il più forte recupero sono Valle d’Aosta con -8% e Basilicata con -12%.

Analisi per canali di vendita

A livello di canali il mese di giugno vede centri commerciali, outlet e highstreet delle grandi città intorno al -30%, meglio le aree periferiche delle grandi città e le città di provincia con -20%, mentre il travel è il canale più in sofferenza a -72%.

Sul semestre situazione più equilibrata con centri commerciali, outlet e highstreet delle grandi città intorno al -45%, le aree periferiche delle grandi città e le città di provincia con-20%, mentre il travel è il canale più in sofferenza a -58%.