Ferruccio de Bortoli ha presentato in Confimprese il suo ultimo saggio ‘Ci salveremo. Appunti per una riscossa civica’

Ferruccio de Bortoli ha presentato in Confimprese il suo ultimo saggio ‘Ci salveremo. Appunti per una riscossa civica’

Milano, 4 luglio 2019 – Ha presentato le principali evidenze del suo ultimo saggio Ci salveremo. Appunti per una riscossa civica (ed. Garzanti) a una platea selezionata di vertici delle imprese associate presso la sede dell’associazione.

Ferruccio de Bortoli, già direttore del Corriere della Sera e de Il Sole 24 Ore, oggi editorialista del quotidiano di via Solferino e presidente Vidas (l’associazione milanese che assite i malati terminali), ha dato vita a un interessante dibattito con il presidente Mario Resca sui temi che affliggono il nostro Paese. Nel libro racconta di un’Italia dal basso senso civico, di uno stato inefficiente, di una qualità della cittadinanza modesta. Eppure non tutto è perduto. Noi italiani possiamo farcela, perché c’è un’altra Italia, altruista, solidale, che lavora in silenzio. Uno straordinario capitale sociale, composto di tante persone che fanno tanto per gli altri: 343mila istituzioni non profit con 812mila dipendenti.

“Il libro nasce dall’osservazione della realtà italiana e quindi dei suoi difetti, i difetti che abbiamo tutti, e che sono parecchi: basso tasso di legalità, senso comune modesto, senso civico poco sviluppato – ha detto de Bortoli-. Ci sono però anche pregi, come il capitale sociale estremamente diffuso, vasto e prezioso e una rete di volontariato forte. Facendo leva proprio su questo si possono intravedere dei segni di riscossa civica. Il mio libro non ha nulla a che vedere con la politica. Io mi occupo della qualità della cittadinanza che attualmente è molto modesta. Come Presidente di Vidas la mia attività è promuovere la crescita di questa associazione, fondata da Giovanna Cavazzoni, che si occupa dell’assistenza gratuita ai malati terminali. Abbiamo appena aperto un ospedale pediatrico, siamo una realtà da 150 dipendenti, 300 volontari, che si poe il problema di estendere il più possibile anche al di là di quella che è la città metropolitana di Milano il proprio livello di assistenza. Ci sono molte parti d’Italia che non hanno servizi di questo tipo”.

“Se non riscopriremo i legami che tengono insieme le nostre comunità e soprattutto se non daremo più spazio ai giovani le possibilità di riprenderci sono modeste” ha detto de Bortoli. “Il tema della migrazione dei giovani talenti all’estero è un tema drammatico, così come è inaccettabile che una donna debba scegliere tra la famiglia e il lavoro. Il tema della dimensione delle imprese sfugge dalla percezione politica e di conseguenza anche a quella dei cittadini. La Lega sostiene la piccola e media impresa italiana, non la grande impresa. È la grande impresa che si occupa di fare ricerca”, ha continuato de Bortoli.

“Il cattivo esempio della classe dirigente credo che autorizzi tutta una serie di comportamenti legati alla cosiddetta furbizia italiana, alla tendenza a chiamare sempre i propri amici per svolgere incarichi e mansioni anche ai vertici. Insisto molto sul tema della memoria, non solo la grande memoria del 900, ma anche la memoria dei sacrifici personali fatti dai nostri genitori e nonni per farci studiare. È importante che ci sia un senso collettivo del dovere. Dovremmo farci gli affari pubblici degli altri. Bisogna avere certamente un senso del dovere personale, è altrettanto importante che se si fa qualcosa di sbagliato ci sia qualcuno che lo fa notare. E invece spesso a dominare è quella furbizia diffusa di cui già abbiamo parlato. Rispetto al tema dei rifiuti di Roma, ad esempio, è da notare come il tasso di evasione della Tari nella capitale sia del 60%” ha concluso de Bortoli.

“Il titolo di Ferruccio de Bortoli “Ce la faremo” è un’affermazione o è una domanda?  – si chiede Mario Resca. Pensiamo sia un’affermazione. Noi rappresentiamo quel mondo di imprese che caparbiamente continuano a investire, rappresentiamo catene di retailers e vediamo che i nostri associati stanno quest’anno aprendo faticosamente 1200 punti vendita. Condividiamo il fatto che ce la faremo, nonostante tutto. Nonostante i governi ci portino a zigzag e nonostante il grande debito. Abbiamo una fortissima capacità nel nostro capitale umano nei nostri imprenditori. Anche in tempi recentissimi abbiamo visto come, nonostante critiche che venivano dall’estero sulla capacità di affrontare le elezioni della comunità europea, ne siamo usciti bene. Riteniamo che l’Italia abbia una grandissima capacità di resilienza. Abbiamo condiviso con Ferruccio de Bortoli il suo titolo e il contenuto del libro: nonostante tutti i problemi, abbiamo le capacità di sopravvivere grazie al nostro capitale umano. Uno dei tanti problemi che chi fa impresa deve affrontare è una burocrazia non efficiente e che rende difficile nei tempi e nei costi prevedere che cosa si possa fare in Italia. Infatti noi siamo in Europa uno dei paesi che ha meno investimento stranieri. Uno dei motivi principali che vengono messi in evidenza da chi vuole investire è la lentezza dell’apparato burocratico, del sistema legislativo, del sistema giudiziario, mentre le autorizzazioni sono contorte, problematiche e contraddittorie. Nonostante tutto gli italiani ce la fanno. Queste problematiche legate alla burocrazia hanno causato il cosiddetto nanismo, fenomeno tipicamente italiano. Abbiamo poche multinazionali in Italia. Occorre una grande capacità di leadership da parte dei politici per fare la riforma della burocrazia dal punto di vista trasversale. Molte promesse in questo senso ma fatti concreti non ne abbiamo ancora visti”.