Confimprese RAPPORTO ESTERO

Confimprese RAPPORTO ESTERO

Mario Resca, Confimprese: «Aperture all’estero in crescita del 35% vs 2015. I punti vendita pesano per il 20% sul fatturato totale, con punte fino al 60% per alcuni associati»

(Milano, 30 maggio 2016) – Sono 465 i punti vendita in arrivo dalla base Confimprese nel 2016 fuori dai confini italiani, in crescita del 35% sul 2015 e oltre 1.100 (1.120) le persone assunte. Ad attirare la voglia di imprenditoria oltreconfine sotto l’egida del franchising non sono, però, solo le attuali mecche del turismo e del denaro facile come Arabia Saudita, Dubai, Oman, Iran, ma anche i paesi del Vecchio Continente, Svizzera, Belgio, Uk, Francia, Germania, dell’Est Europa (Romania, Bosnia) e delle ex Repubbliche sovietiche.

«Se il made in Italy fosse un marchio sarebbe il terzo più noto al mondo– chiarisce Mario Resca, presidente Confimprese –. Esportarlo all’estero significa sostenere la forza del brand e farlo conoscere ai consumatori stranieri affamati di prodotti italiani, dal fashion al food agli accessori. Tra i settori più vivaci che apriranno nel 2016 oltre 1.100 negozi nel mondo troviamo proprio abbigliamento e cibo. Alle nostre imprese va il compito di educare e spingere il consumatore verso i marchi italiani».

Nell’analisi dei comparti al fashion va il posto d’onore. Pianoforte Holding è tra le aziende con i maggiori piani di espansione, forte anche di due marchi ben consolidati in Italia. Di negozi ne aprirà 80 in totale, di cui 40 a insegna Yamamay e 40 Carpisa, entrambi con la formula del Master retail. Iran, Germania, UEA, Mongolia, Sud America, America Centrale, Russia, Nord Africa i paesi di sbocco. Dei 300 milioni di fatturato del gruppo il 20% proviene dai punti vendita all’estero. Quattro le persone per punto vendita per un totale di 320 nuovi assunti. Per Camomilla, di proprietà della C.M.T. Compagnia Manifatture Tessili S.r.l. nata nel 1974 a opera degli imprenditori napoletani Pierro, gli obiettivi si spostano su un medio-lungo periodo. Al momento sono in corso trattative con  partner locali per una distribuzione attraverso sia canali tradizionali sia online: l’interesse è concentrato su alcune aree arabe e sulla Russia con relative regioni satelliti. Si stanno valutando varie modalità di presenza come aperture di store in franchising, distributori e piattaforme di vendita online multibrand. Anche un’altra intraprendente famiglia partenopea, quella dei fratelli Bernardo che hanno fondato Piazza Italia nel 1993, dopo aver consolidato il business in Italia con l’apertura di 250 negozi, è partita nel 2007 con lo sviluppo all’estero per soddisfare l’interesse di alcuni investitori stranieri desiderosi di replicare il modello di business. Ad oggi ha all’attivo 40 store e nel 2016 ne aprirà altri 15 in Iran, Tunisia, Siria, Egitto con 12 persone a punto vendita per un totale di 180 risorse. Si concentra solo sul mercato francese Pittarosso, che ha già aperto un negozio a Marsiglia a fine aprile e ha in programma l’apertura di altri 3 entro il 2016, di cui la prossima a Montpellier. La location è standard, 900 mq, con 5 persone per punto vendita (20 in totale). Per il gruppo veneto l’estero conta sempre di più: negli ultimi due anni il fatturato generato dai negozi oltreconfine è cresciuto dall’8 al 15 per cento. Miniconf, nata nel 1973 da un’ispirazione del suo attuale presidente Giovanni Basagni a Ortignano nella parte orientale della Toscana dove tuttora ha la sua sede principale, prevede 10 negozi a insegna Sarabanda e 4 a insegna Ido, suddivisi tra l’area delle ex-repubbliche sovietiche, l’est Europa e l’Asia. Il totale addetti coinvolto sarà di circa 56 persone. Il fatturato proveniente dall’estero copre il 10% circa del totale. Primadonna Collection, nata nel 2001 dalla volontà dell’imprenditore pugliese Valerio Tatarella nel settore di calzature e accessori, sbarcherà con 15 nuovi punti vendita in Francia, Spagna, Germania, Croazia, Slovacchia e Russia. Sono 75 le persone assunte in totale. L’estero pesa il 10% sul totale giro d’affari del gruppo pugliese. Per Original Marines, il gruppo napoletano che fa capo alla Holding Imap Export, fondata nel 1983 dagli imprenditori napoletani Angelo Pera e Vittorio Di Vincenzo, le aperture saranno 40. Tra i Paesi di sbocco Iran ed Est Europa. In totale saranno 130 i nuovi addetti.

Quanto al food curioso che siano i brand più piccoli in termini di rete di vendita, ma molto dinamici nel consolidamento del mercato Italia e dello sviluppo sui mercati esteri, ad avere interessanti piani di crescita oltreconfine. A cominciare da La Yogurteria, azienda che fa capo alla holding Penta Group dell’imprenditore Alberto Langella, che aprirà 5 punti vendita in Spagna tra cui Madrid, Barcellona e Isole Canarie e uno in Svizzera nel Canton Ticino, ma sta anche implementando il futuro sviluppo in Austria, Germania e Francia. Il personale (4 addetti a punto vendita) è misto italiano e straniero, il direttore preferibilmente italiano. Previsioni altrettanto buone anche per Yogorino, forte della visibilità ottenuta anche grazie a Expo, che aprirà 35 punti vendita con una media di 3 o 4 persone per ciascun negozio. I Paesi maggiormente interessati sono quelli dove il gruppo ha un master, quindi Giappone, Arabia Saudita, Oman e Corea del Sud (in Giappone e Arabia saudita attualmente ha oltre 50 negozi). Numeri in forte crescita per illycaffè, che prevede di aprire 29 illy Caffè (15 in Emea, Francia, UK, Germania, Olanda, Emirati Arabi, Qatar), 7 in Asia (Corea del Sud, Hong Kong, Cina), 7 negli Stati Uniti e 10 illy Shop in Germania, Emirati Arabi, Corea del Sud e Stati Uniti. Un piano ambizioso per il gruppo triestino che proprio sui mercati esteri fattura il 63% del fatturato. L’area Emea ha fatto registrare un +8%, mentre il mercato nordamericano, il più importante dopo l’Italia, è cresciuto del +23% (parzialmente ascrivibile all’effetto cambio) e ha finalizzato nuove partnership strategiche con alcuni operatori chiave: il leader di mercato Keurig per le nuove capsule K-Cup/illy, United Airlines per l’offerta di caffè illy a bordo degli aerei e nelle lounge, e più recentemente Amazon. Si segnala, inoltre, il forte incremento del business in Cina, che è il mercato più in crescita, con un +60% di fatturato rispetto all’anno precedente. Caffè Vergnano prevede 9 aperture a Bruxelles, Digione, Mosca, due locali di cui uno all’interno del nuovo Eataly Istanbul, Singapore, Boston, in Arabia Saudita e a Lugano. Il giro d’affari (relativo a queste nuove aperture, solo estero) può essere quantificato in circa 5 milioni di euro. Tra Italia e estero, il 2016 porterà il gruppo Vergnano a superare i 100 locali in tutto il mondo. Rossopomodoro (23 ristoranti già aperti all’estero) stima una crescita di 4 aperture sia negli Stati Uniti sia in Inghilterra, paese quest’ultimo in cui ha aperto una filiale e dove ha già 11 ristoranti (64 le persone assunte in totale). Per Queen’s Chips le aperture saranno 3 tra Dubai e Londra. Seguirà, poi, lo sbarco in Corea. Si prevedono 7 addetti a punto vendita, 21 in totale.

Nei comparti di occhiali/ottica, arredo casa, Nau!, di proprietà dell’imprenditore varesino Fabrizio Brogi, prevede 5 aperture all’estero in India, Spagna, Medio Oriente, Centro America, Nord America con 25 nuovi assunti. Natuzzi Store monomarca tra i marchi Natuzzi Italia, Editions e Divani & Divani, ha in programma circa 45 aperture, soprattutto concentrate in Asia Pacific, ma con buone prospettive anche in Europa occidentale, tra Francia e Uk per un totale di circa 140 nuovi assunti. Per i format shop in shop sono previste circa 150 aperture, considerando anche gli spazi più piccoli, con grande prevalenza del mercato nord americano. Il personale da assumere è sempre locale, non italiano. Preponderante il peso del fatturato estero sul totale, pari all’85 per cento. L’Erbolario ha aperto un nuovo negozio proprio il 27 maggio e ne aprirà altri due negli Stati Uniti nei prossimi mesi. Tre le persone a punto vendita per un totale di 9.

Quanto al personale, le aziende preferiscono impiegare figure professionali locali dei Master franchisor in un’ottica di risparmio dei costi. Lo sviluppo del brand è affidato a partnership locali opportunamente supportate dai referenti italiani già dalle prime fasi di start up (approvazione location, progettazione, applicazione standard gestionali e operativi, rispetto delle caratteristiche chiave del marchio). Il personale locale viene formato prima dell’apertura presso e tale percorso formativo viene poi consolidato con visite frequenti da parte del team italiano itinerante composto da visual manager e brand manager.