Confimprese: il retail vuole investire in sostenibilità e ridurre gli sprechi

La sostenibilità come modello di business premiante per la reputazione aziendale e la riduzione dei costi. Il 42% dei retailer chiede la creazione di un’identità green nelle catene di negozi, mentre il 57,8% punta su progetti concreti per affrontare il cambiamento globale. Confimprese, in linea con il piano di austerity energetica appena varato dal Governo, propone a tutti gli associati l’iniziativa ‘chiudiamo le porte allo spreco’, invitandoli a tenere le porte chiuse dei negozi nei mesi estivi per abbassare i consumi energetici e rispondere alle richieste dell’esecutivo

Milano, 27 aprile 2022 – Confimprese si fa promotrice di un modello di business sostenibile per aiutare le imprese nell’identificazione di una strategia aziendale per costruire una reputazione sostenibile destinata a durare nel tempo e generare attrattività per i consumatori. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione sui temi della green economy offuscati dal perdurare della pandemia, dalla crescita dell’inflazione, che impatta sui consumi, e dalle tensioni internazionali.

Se ne è parlato al convegno Retail & Sostenibilità che si è svolto oggi a Milano, a cui hanno partecipato tra gli altri Fabio Iraldo Università Sant’Anna e osservatorio green economy Bocconi, Francesco Perrini Sda Bocconi, Marco Letizi European commission e council Europe and Unites Nations, Barbara Cimmino Yamamay e consigliere delegato Confimprese per la sostenibilità, Stefano Fasani Open-es.

«Registriamo – afferma Francesco Montuolo, vicepresidente Confimprese (350 brand, 60mila punti vendita, 600mila addetti – livelli di sensibilità diversa da parte delle aziende nei confronti della sostenibilità. Il nostro obiettivo è promuovere azioni mirate alla sensibilizzazione verso i temi della sostenibilità, che deve essere vissuta come investimento, come leva competitiva e premiante per la reputazione e la riduzione dei costi. Confimprese si impegna a favorire il cammino comune dei suoi associati verso il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, rispondendo alle aspettative dei consumatori, sempre più interessati alle sorti del pianeta e ai cambiamenti socio-economici in atto».

Una recente indagine condotta dal Centro studi Confimprese evidenzia, da un lato, un crescente interesse da parte del retail verso i temi green, tanto che il 42% degli associati ritiene che tra i temi più rilevanti per il retail vi sia la creazione di un’identità green più vera nelle catene di negozi e assegna all’innovazione il ruolo di abilitatore della sostenibilità, mentre il 57,8% punta su nuovi modelli di business per affrontare il cambiamento globale. Dall’altro lato, tuttavia, un terzo dei retailer dichiara che i consumatori non si documentano sulle origini e sul sistema produttivo dei beni che acquistano, mentre il 52,6% delle aziende non ha un sistema strutturato di misurazione dei KPI relativi alla sostenibilità all’interno della propria azienda. «C’è, dunque, ancora molto da fare per promuovere la cultura della sostenibilità nel mondo retail, tanto che l’82% delle nostre aziende ci chiede di predisporre piani di formazione sulla responsabilità sociale d’impresa. Riteniamo che la sostenibilità sia un percorso fondamentale, non più rinviabile, per la crescita del retail. Puntare sulla sostenibilità significa investire sulla propria competitività. Inoltre, Confimprese, in linea con il piano di austerity energetica appena varato dal Governo, propone a tutti gli associati una prima iniziativa puntuale e concreta: l’iniziativa ‘chiudiamo le porte allo spreco’, invitandoli a tenere le porte chiuse dei negozi nei mesi estivi per abbassare i consumi energetici e rispondere alle richieste dell’esecutivo» conclude Montuolo.