Confimprese guarda alla Cina

Confimprese offre a una delegazione di operatori cinesi, selezionata in collaborazione con Agenzia ICE, un Retail Tour alla scoperta di alcuni punti vendita di associati a Milano

Milano, 2 luglio 2019 – Hanno fatto 5 tappe per Milano gli operatori cinesi giunti in Italia per partecipare al convegno Retail business in Cina, organizzato da Confimprese lo scorso 28 giugno, sull’attrattività del mercato cinese per i retailer italiani in collaborazione con l’Agenzia ICE, che ha selezionato una delegazione di operatori retail giunti dalla Cina.

Accompagnati dal presidente Confimprese, Mario Resca, i delegati cinesi hanno visitato 5 punti vendita di retailer associati. A cominciare da Caffè Ottolina (2 pv in Italia, 6 pv all’estero) a Palazzo delle Regione Lombardia per continuare con Yamamay in piazza Cordusio (Gruppo Yamamay 900 pv Italia, 400 pv estero), Primadonna in via Dante (420 pv nel mondo), con un intermezzo culinario da Tartufotto in via Cusani, 1° ristorante a Milano aperto da Savini Tartufi (3 pv in Italia). Il tour si è concluso da OD Caffè, 1° punto vendita aperto dalla catena OD Store (51 pv) all’interno del Mondadori Megastore in Piazza Duomo.

«Fortemente interessata al nostro settore – spiega Mario Resca, presidente Confimprese – la delegazione cinese ha apprezzato l’offerta commerciale del retail italiano. L’auspicio è che si stabilisca un contatto serio con le nostre imprese associate, affinchè possa crescere l’interesse cinese verso in nostro Paese e ne nasca un proficuo interscambio commerciale».

La delegazione ha così potuto conoscere da vicino i settori, food e fashion, divenuti emblemi del made in Italy nel mondo, di cui anche i consumatori cinesi sono estimatori. I retailer Confimprese, fortemente interessati allo sbarco nel celeste impero, dovranno comunque fare i conti con 750 milioni di web shopper cinesi, impazienti, sofisticati e ben disposti alla tecnologia (molto spesso non curanti della mole di dati personali raccolti) e adattarsi a offrire una customer experience, che non nega l’inevitabile cambiamento delle abitudini di acquisto, ma mira a superare i tradizionali confini tra online e offline.