Confimprese al Retail Expo di Parigi: «Cresce la voglia di made in Italy nel mondo»

Confimprese al Retail Expo di Parigi: «Cresce la voglia di made in Italy nel mondo»

 

(Milano, 17 marzo 2017) – L’estero funziona. Il made in Italy da esportazione piace soprattutto se declinato sotto l’egida del franchising, tanto che nel 2017 le insegne Confimprese apriranno circa 150 punti vendita.

«Consolidamento del business in Italia, formula testata, prodotto made in Italy e buon rapporto qualità-prezzo sono le basi per azzardare lo sbarco sui mercati esteri – spiega Mario Resca, presidente Confimprese (144 miliardi di euro di fatturato pari al 16% sul totale retail, 300 marchi, 30mila punti vendita in Italia) –. Sicuramente la politica di rischio condiviso offerta dalla formula franchising rappresenta un’ottima opportunità anche per le aziende di dimensioni più piccole, quelle che, per intendersi, hanno in Italia anche solo una ventina di punti vendita».

Nello split per categoria anche per l’estero si replica una situazione simile a quella delle aperture di punti vendita nel mercato italiano: l’abbigliamento è tra i settori più vivaci e in maggior ripresa rispetto ad altri. Quasi la metà delle aperture previste dagli associati fa capo al fashion, seguito dal food: non a caso due tra i settori più rappresentativi e apprezzati del made in Italy nel mondo.

La presenza di Confimprese al Franchise Expo di Parigi testimonia la vitalità delle aziende retail sul tema internazionalizzazione e la volontà dell’associazione di sostenerle nono solo in termini di sviluppo territoriale ma anche tecnico-giuridico. Presenti a Parigi sei imprese associate: L’Erbolario, Rossopomodoro, Fry Chicken, Cibiamo, Lowengrube e America Graffiti, tutte aziende italianissime che nel loro settore hanno contribuito a tenere alta la bandiera del prodotto italiano al 110%. Tra quelle che hanno già punti vendita sui mercati internazionali e quelle che si apprestano nei prossimi anni a fare il salto, l’interesse è rivolto innanzitutto verso l’Europa, con Francia, Spagna comprese le isole come Baleari e Canarie ad alto tasso turistico, e Portogallo in testa. Seguono gli Emirati Arabi con Dubai, Oman e Qatar in pole position.

Quanto al personale, le aziende preferiscono impiegare figure professionali locali dei Master franchisor in un’ottica di risparmio dei costi. Lo sviluppo del brand è affidato a partnership locali opportunamente supportate dai referenti italiani già dalle prime fasi di start up (approvazione location, progettazione, applicazione standard gestionali e operativi, rispetto delle caratteristiche chiave del marchio). Il personale locale viene formato prima dell’apertura presso e tale percorso formativo viene poi consolidato con visite frequenti da parte del team italiano itinerante composto da visual manager e brand manager.