Riconoscimento dell'indennità al conduttore di un contratto di locazione

In collaborazione con lo Studio Legale Cocuzza & Associati scopriamo la sentenza della Corte d'Appello di Bologna del 22 febbraio 2018 in merito a un contenzioso tra le parti al termine di un contratto di locazione.

Premessa ‒ Prima dell'entrata in vigore della legge sulle "Grandi Locazioni", le parti di un contratto di locazione ad uso commerciale pattuiscono quanto segue "Qualora al momento della cessazione del presente contratto – per qualunque causa ciò avvenga – la legge in vigore lo ritenesse valido, il conduttore rinuncia ora per allora a qualsiasi indennità, in quanto di ciò si è tenuto conto nella determinazione del canone di locazione".

Al termine del contratto di locazione, ha luogo un contenzioso tra le parti in merito alla validità di tale rinuncia preventiva: il Tribunale di Bologna, precisato che la rinuncia era collegata a vantaggi conseguiti dal conduttore, quali la riduzione del canone e dato che il conduttore non era una parte debole trattandosi di una società multinazionale assistita da legali e consulenti fiscali, ha considerato valida tale pattuizione non riconoscendo il diritto del conduttore a ricevere alcuna indennità nonostante, in linea teorica, sussistessero i requisiti per il pagamento delle indennità previste ai commi primo e secondo dell'articolo 34 l. 392/78.

La Corte di Appello di Bologna riforma parzialmente tale pronuncia, specificando che la rinuncia riguardava solo l'indennità di cui al primo comma dell'articolo 34 l. 392/78 dato che la rubrica della clausola contrattuale recitava "Rinuncia ad indennità per perdita di avviamento": di conseguenza, la Corte di Appello ha condannato il locatore a corrispondere l'indennità di cui all'articolo 34 comma 2 legge equo canone.

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