V-commerce e assistenti vocali digitali: come sta cambiando lo shopping

Il v-commerce, o voice commerce, è arrivato ed è destinato a diventare il nuovo canale chiave per lo shopping del futuro. Ecco come stanno evolvendo le abitudini dei consumatori.

Nel prossimo futuro le abitudini di acquisto cambieranno grazie all'uso sempre più comune degli assistenti vocali digitali. In questo scenario all'e-commerce e all'm-commerce si affiancherà il v-commerce, ovvero l’acquisto di prodotti e servizi tramite comandi vocali.

Secondo un’analisi di OC&C, nel 2017 il v-commerce negli Stati Uniti ha raggiunto una quota di circa 2 miliardi di dollari, cifra che raggiungerà la soglia dei 40 miliardi nel 2022.

v-commerce negli Stati Uniti

Con la crescita del numero di possessori di smart speaker (si stima infatti che entro la fine del 2018 un terzo degli utenti online in Cina, India, USA, Brasile e Messico ne possiederà almeno uno), i consumatori stanno lentamente passando alle interfacce vocali per scoprire, confrontare e acquistare prodotti e servizi.

Anche se gli smart speaker stanno acquisendo maggiore interesse, al momento più della metà degli acquisti tramite comandi vocali avviene tramite assistenti digitali integrati negli smartphone.

Il profilo dei nuovi voice shopper

Da uno studio condotto da Voicebot.ai in collaborazione con Voysis, sempre in territorio statunitense, emerge che il voice commerce viene sperimentato maggiormente dai Millennials e dai consumatori di genere maschile.

statistiche uso v-commerce

Altri dati interessanti di questo studio riguardano ciò che piace e non piace del v-commerce. In particolare emerge che l’acquisto tramite comandi vocali è più “comodo” in quanto non richiede l’uso delle mani e rende quindi liberi di svolgere altre attività durante lo shopping.

Tra le criticità riscontrate si rileva una riluttanza derivata dall’impossibilità di avere un’interfaccia visiva e l’insicurezza nella condivisione delle informazioni sensibili per il pagamento.

vantaggi e svantaggi v-commerce

È comunque interessante notare che, secondo uno studio condotto da Narvar, gli assistenti digitali non vengono utilizzati solo per la ricerca di prodotti, il confronto dei prezzi e l’acquisto, ma anche per attività come il tracciamento dei propri ordini e la richiesta di supporto.

uso degli assistenti digitali vocali

Cosa si acquista tramite v-commerce

Il voice shopping ricalca abitudini simili per quanto già avviene con e-commerce e m-commerce circa le tipologie di prodotti acquistati. Le principali categorie a cui i consumatori sono interessati negli acquisti mediante comandi vocali sono i prodotti di uso comune per la casa, l’abbigliamento e tutto ciò che riguarda l’intrattenimento (principalmente musica, film e giochi).

abitudini v-commerce e shopping online

L’integrazione negli store fisici è possibile

Se si pensa che gli assistenti vocali digitali vengano utilizzati esclusivamente a casa, è bene ricredersi: emerge infatti il desiderio di utilizzarli anche durante i momenti di shopping in store fisici, principalmente per trovare prodotti, confrontarli e scoprire nuovi sconti e promozioni.

uso assistenti digitali vocali negli store fisici

Quale scenario si prospetta in Italia

Per quanto riguarda il panorama italiano, emerge che un consumatore su tre è intenzionato a effettuare acquisti tramite un assistente vocale digitale. Se è vero che ancora molti sono scettici nella loro effettiva utilità, sono sempre di più gli italiani che considerano i voice assistant come un valido aiuto nel trovare e acquistare prodotti più velocemente riscontrando di conseguenza migliori esperienze di acquisto.

I brand e i retailer di oggi dovranno iniziare già da adesso a cogliere le opportunità derivate dal v-commerce. Per assicurarsi un vantaggio sui propri competitor dovranno tenere conto delle abitudini emergenti dei consumatori nei loro processi e strategie omnichannel. Sarà quindi necessario prevedere azioni concrete, partendo per esempio dall’integrazione di feature vocali nelle proprie App e siti Web.

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