I controlli difensivi: cosa sono e cosa prevede la giurisprudenza

Insieme a Trifirò & Partners, lo studio legale specializzato in Diritto del Lavoro, scopriamo la giurisprudenza riguardante i controlli difensivi sul luogo di lavoro.

Controlli difensivi: cosa sono

I controlli difensivi sono controlli diretti ad accertare comportamenti illeciti dei lavoratori esclusivamente quanto tali comportamenti non siano funzionali all'esatto adempimento degli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro.

Sono leciti i controlli difensivi occulti?

Scopriamo quanto previsto dalla Cassazione civile (sez. lav. n.10636 del 2 maggio 2017) nel caso in cui vengano installate delle telecamere in luoghi in cui si erano verificati dei furti.

“L’adozione di strumenti di controllo a carattere “difensivo” non necessita tout court del preventivo accordo con le rappresentanze sindacali né di alcuna specifica autorizzazione, in quanto volta a prevenire condotte illecite suscettibili di mettere in pericolo la sicurezza del patrimonio aziendale e il regolare e corretto svolgimento della prestazione lavorativa. Fermo restando che l’esigenza di evitare il compimento di condotte illecite da parte dei dipendenti non può assumere una portata tale da giustificare un sostanziale annullamento di ogni forma di garanzia delle dignità e della riservatezza del lavoratore.

Per tale motivo è tendenzialmente ammissibile il controllo difensivo occulto, anche a opera di personale estraneo all’organizzazione aziendale, in quanto diretto all’accertamento di comportamenti illeciti diversi dal mero adempimento della prestazione lavorativa, purché il controllo sia effettuato con modalità non eccessivamente invasive e rispettose delle garanzie di libertà e dignità dei dipendenti”.

Vediamo ora quanto stabilito dalla Cassazione civile (sez. lav. n. 22662 dell’8 novembre 2016) attraverso il caso in cui la condotta del lavoratore licenziato era stata accertata dal filmato di una telecamera posta a presidio della cassaforte aziendale.

Secondo la giurisprudenza, l’Art, 4 Comma 2 dello Statuto dei Lavoratori non è applicabile nel casi di controllo per la tutela del patrimonio aziendale da cui non derivi il controllo a distanza dei lavoratori.
“In tema di controllo del lavoratore, non è soggetta alla disciplina dell’Art. 4, comma 2, st.lav., l’installazione di impianti ed apparecchiature di controllo poste a tutela del patrimonio aziendali dalle quali non derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività lavorativa, né risulti in alcun modo compromessa la dignità e riservatezza dei lavoratori.”

In questo caso specifico il controllo difensivo non verteva sull’esatto adempimento degli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro, ma era funzionale ad accertare una condotta che metteva in pericolo la stessa sicurezza dei lavoratori, oltre al patrimonio aziendale, determinando la diretta implicazione del diritto del datore di lavoro di tutelare la propria azienda mediante gli strumenti connessi all’esercizio dei poteri derivanti dalla sua supremazia sulla struttura aziendale.

Le differenze del nuovo Art. 23 D.Lgs. 151/2015 rispetto all'Art. 4 S.L.

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