Camera: sintesi audizione FIPPA su orari apertura esercizi commerciali

Executive summary

CAMERA – Nella seduta di oggi, 6 novembre 2018, si è svolta presso la Commissione X Attività Produttive della Camera l’audizione dei rappresentanti della Federazione Italiana Panificatori, Panificatori-Pasticceri ed Affini (FIPPA), nell'ambito dell'esame dei disegni di legge concernenti disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali (C. 1, C. 457, C. 470, C. 526, C. 587, C. 860). FIPPA ha auspicato una regolamentazione delle aperture domenicali in tutti i settori.

 

Analisi

Di seguito un breve recap dei temi affrontati durante l’audizione dal Presidente Roberto Capello:

  • Settore panificazione. Il settore è costituito da circa 25.000 imprese di panificazione, la maggior parte delle quali sono panifici artigiani a carattere familiare. Inoltre, il 90% di tali panifici è ascrivibile alla categoria delle micro-imprese, essendo il numero medio di dipendenti dei panifici pari a quattro addetti (spesso appartenenti al medesimo nucleo famigliare), per un totale di 250 mila lavoratori del settore.
  • Situazione ante 2011. Prima del 2011, ad eccezione delle imprese in zone d’arte, i panificatori svolgevano la loro attività dal lunedì al sabato, con la doppia panificazione in quest’ultimo giorno, per garantire il riposo nella giornata di domenica.
  • Impatto liberalizzazione. Con l’adozione del cd. “Decreto Salva Italia”, sono state favorite le grandi catene distributive, dotate di maggiori mezzi per rimanere aperti 7/7. Ciò ha creato problemi per il settore in questione, non solo per l’impossibilità di ricorrere alla turnazione, ma anche per l’insostenibile incremento del costo del lavoro (infatti, in base al CCL, un panificatore deve essere pagato il 75% di più, se lavora di domenica). Di conseguenza, l’impossibilità di sostenere nel lungo termine tali ritmi lavorativi ha portato a una riduzione delle imprese del settore; inoltre, la liberalizzazione non ha portato né a un aumento di fatturato, né di vendite, e la doppia panificazione si è ridotta, se non azzerata.
  • Singolarità del settore. Serve una previa preparazione del prodotto, che necessita di tempi adeguati. Tuttavia, la grande distribuzione ha fortemente potenziato l’importazione di prodotti crudi e congelati per offrire pane caldo ai clienti anche la domenica, spesso di produzione non autoctona. Sul punto, il presidente Capello ha evidenziato l’assenza di una regolamentazione sull’origine e le tipologie di pane esistenti, rispetto alla quale ha sollecitato il Legislatore a intervenire.
  • Necessità di una regolamentazione. Per preservare il panificio prossimale, nonché la pane-diversità italiana, è stata auspicata la regolamentazione ordinata ed equilibrata delle aperture domenicali in tutti i settori, ponendo limitazioni o deterrenti alla contrattazione sociale per quanto concerne orari e turni domenicali.
  • Città d’arte e turistiche. È necessario ricercare dei presupposti per garantire un maggiore equilibrio competitivo tra le piccole e le grandi strutture di vendita, anche ripristinando un quadro normativo che, fermo restando le città d’arte e turistiche, preveda un numero contingentato di aperture domenicali e festive.

Fonte

Link al video dell’audizione

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