L’art. 12, nel prevedere un periodo di ulteriori 6 settimane di cassa integrazione con causale covid fruibile a decorrere dal 16/11/2020, al comma 2 del D.L. n. 137/2020 ha disposto quanto segue: “Le sei settimane di trattamenti di cui al comma 1 sono riconosciute ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato l'ulteriore periodo di nove settimane di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, decorso il periodo autorizzato, nonché ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020 che dispone la chiusura o limitazione delle attività economiche e produttive al fine di fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19.” Non conosco nel merito la vostra realtà, ma dall’elenco delle attività interessate dal DPCM 24/10/2020 e riprese dall’allegato 1 del D.L. n. 137/2020 (incluso alla presente email), sembrerebbe legittimo pensare che le aziende rientranti nel settore della ristorazione possano accedere alle ulteriori 6 settimane di cassa integrazione previste dal D.L. n. 137/2020 anche qualora non avessero esaurito le precedenti settimane di ammortizzatore sociale riconosciute dal D.L. n. 104/2020. Laddove però l’azienda non dovesse rientrare tra i settori di cui al documento allegato, sarebbe comunque possibile utilizzare le settimane eventualmente residue di ammortizzatore sociale previsto dal D.L. 104/2020 (9 + 9 con eventuale contributo addizionale) ovvero, qualora le stesse fossero esaurite, accedere all’ulteriore periodo di 6 settimane di trattamento di integrazione salariale previsto dal D.L. n. 137/2020. Per quanto sopra, in un caso o nell’altro, a mio avviso ci sono comunque margini per avvalersi di un ulteriore periodo di cassa integrazione, che sia quindi riferito al D.L. 104 oppure al D.L. 137. Con riferimento infine all’annosa questione relativa alla data di assunzione dei lavoratori, utile al fine di stabilire il diritto ad essere ammessi al trattamento di integrazione salariale, la stessa è stata di recente risolta dal legislatore che, all’art. 13 del D.L. n. 157/2020 (cd. ristori quater in vigore dal 30/11/2020) ha chiarito che possono rientrare nella cassa integrazione richiesta (anche) ai sensi del DL 104 anche i lavoratori assunti dopo il 13/07 e in forza alla data del 9/11 (condizione invece già prevista per le 6 settimane disposte ai sensi del D.L. n. 137/2020). Di seguito per completezza riporto l’articolo di legge suddetto: “Art. 13 Misure in materia di integrazione salariale 1. I trattamenti di integrazione salariale di cui all'articolo 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, sono riconosciuti anche in favore dei lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149, nel limite di 35,1 milioni di euro ripartito in 24,9 milioni di euro per i trattamenti di cassa integrazione ordinaria e assegno ordinario e in 10,2 milioni di euro per i trattamenti di cassa integrazione in deroga. 2. Agli oneri derivanti dal presente articolo valutati in 35,1 milioni di euro per l'anno 2021 e 0,6 milioni di euro per l'anno 2022 si provvede ai sensi dell'articolo 26.” [15 dicembre 2020]