[30 marzo 2020] 1) E' possibile prorogarli? RISPOSTA: è lecito proseguire nella proroga del contratto e, in questo caso, l’ammissione o meno alla cassa in deroga dovrà essere stabilita in relazione all’accordo quadro Regionale vigente, che in linea di principio esclude l’accesso per le proroghe. 2) E' possibile prorogare soltanto alcuni che consentirebbero di tenere aperto il punto vendita (quando parte l'attività) e consentire almeno la turnazione dei riposi? RISPOSTA: è possibile portare a naturale scadenza i contratti a termine oppure prorogarli andando a stabilire, per libera scelta quali contratti saranno soggetti a proroga (sempre in ottica di accordo consensuale fra le parti) e quali invece non avranno seguito. In merito essendo un contratto a termine dotato, ad origine, di una scadenza già prefissata, la proroga è normativamente ammessa solo in presenza di accordo fra le parti, pertanto in difetto di detto accordo (come nella casistica della non volontà aziendale a proseguire ulteriormente) non si avrà alcun seguito. 3) E' possibile cessarli? Se si, laddove l'attività dovesse riprendere a regime ridotto (come è facile prevedere),  immaginando che il governo modifichi il decreto dignità abolendo le causali, posso ri-assumerli o devo estendere a full time eventuali part time? il rischio in questa seconda ipotesi è che non abbia comunque ore sufficienti per coprire l'apertura del centro commerciale e che non riesca a garantire i turni di riposo al personale. RISPOSTA: premessa la possibile proroga dei contratti già in essere ove si procedesse alla cessazione degli stessi per raggiunto termine, e tralasciando il problema della causali post Decreto Dignità, a norma del D.Lgs 81/2015 l’avvio di contratti a tempo parziale prevede, in capo al datore di lavoro, un onere di informativa ai dipendenti del medesimo punto operativa affinché eventuali altri dipendenti possano avanzare richiesta di passaggio al part time, se posti nelle condizioni previste dal ccnl o dallo stesso D.Lgs 81/2015 di priorità nell’ammissione ad una richiesta di trasformazione del proprio contratto. Il D.Lgs 81/2015 non indica un obbligo a soddisfare eventuali richieste, ma alla valutazione delle stesse. In questa casistica, mi permetto di considera la possibilità che, una possibile posizione part time avviata ex novo sia a probabilmente a termine, pertanto potrebbe essere di difficile accesso a chi sia già in possesso di contratti a tempo indeterminato (oppure ove ve ne sia accesso si potrebbe ipotizzare una variazione per una durata limitata). 4) Si procede con la sospensione dal rapporto di lavoro e dalla retribuzione? RISPOSTA: si consiglia di escludere la sospensione senza retribuzione, a meno di un accordo consensuale a fronte di una richiesta di aspettativa concordata per iscritto fra le parti. Si potrebbe valutare (in caso cessazione e successiva riassunzione senza accesso alla cassa integrazione) per le riprese a singhiozzo l’inserimento di contratti di lavoro a chiamata (ammessi per la parte del retail sebbene con limitazioni per la tipologia di luogo ove sia ubicata la sede di vendita).