In sintesi, in presenza di un calo del fatturato e/o dei corrispettivi di almeno il 50% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, spetta un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, leasing o concessione o al 30% (50% per le strutture ricettive) del canone per contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.
Il D.L. 34/2020 prevedeva inoltre:
• L’applicazione del credito d’imposta in misura piena per:
o le strutture alberghiere, termali e agrituristiche, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator (attività riconducibili alla sezione 55 di cui ai codici ATECO), o le imprese che hanno iniziato l’attività a partire dal 1/1/2019, o i soggetti che, a far data dall'insorgenza dell'evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza da Covid-19
o la generalità delle imprese che hanno realizzato ricavi o compensi di ammontare non superiore a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente.
•L’applicazione del credito d’imposta in misura ridotta (20% o 10%) alle imprese che esercitano attività di commercio al dettaglio e che hanno realizzato, nel precedente periodo d’imposta, un ammontare complessivo di ricavi o compensi superiore a 5 milioni di euro.
La misura introdotta dal D.L. 34/2020 si applicava ai canoni pagati con riferimento ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020 (o, per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale, aprile, maggio, giugno e luglio 2020).
Il “Decreto Ristori” ha, in sintesi:
• esteso l’applicazione del credito d’imposta ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020 solo per le imprese maggiormente colpite dalle nuove misure restrittive (imprese che esercitano le attività previste nell’allegato 1 al decreto);
• eliminato, per le suddette imprese, i limiti legati ai ricavi e/o compensi realizzati nel periodo d’imposta precedente;
• mantenuto la condizione legata al calo del fatturato e/o dei corrispettivi.
Alla luce di quanto sopra, pertanto, potranno beneficiare del credito d’imposta nella misura del 60% dei canoni di locazione, leasing o concessione di immobili aventi le caratteristiche previste o del 30% dei canoni per contratti di servizi a prestazioni complesse o affitto di rami d’azienda (che comportino l’utilizzo di immobili) le imprese che:
• esercitano in misura prevalente le attività elencate nell’allegato 1 al DL (vedasi tabella allegata) e
• hanno subito/subiranno nel corso dei mesi del 2020 previsti dai decreti un calo del fatturato e/o dei corrispettivi mensili pari ad almeno il 50% rispetto agli stessi mesi del 2019.
Come da lei giustamente riportato, l’articolo 8 del decreto 137/2020 riconosce il credito d’imposta alle imprese sopra citate “indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d'imposta precedente”. Pertanto non si ritiene più applicabile la riduzione delle percentuali del credito d’imposta per le imprese che hanno registrato nel 2019 ricavi/compensi superiori a 5 milioni di Euro.
Si ricorda infine che, come indicato dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14/E del 6/6/2020:
• il rispetto del requisito del calo del fatturato deve essere verificato mese per mese
• il credito d’imposta spetta in relazione ai canoni pagati con riferimento ai mesi in cui si è verificato il suddetto calo di fatturato.