[10 aprile 2020] Il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020, è stato sottoscritto come si recita nelle premesse “in attuazione della misura, contenuta all’articolo 1, comma primo, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, che - in relazione alle attività professionali e alle attività produttive - raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali”. L’art. 1 del DPCM dell’11/3/2020 disponeva espressamente la sospensione di tutte le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, oltre quelle inerenti servizi di ristorazione e servizi alle persone. Con riferimento alle attività produttive e professionali consentite venivano imposte particolari modalità e restrizioni rimandando alle parti collettive ulteriori regolamentazioni poi confluite nel predetto Protocollo. Tale protocollo viene applicato anche per tutte le attività consentite dal comma 4 dell’art 1 (servizi bancari finanziari, assicurativi etc). Viste le garanzie e misure ivi contenute a tutela dei lavoratori, deve ritenersi applicabile – anche alla luce di quanto stabilito dall’art. 2087 c.c., a tutte le attività lavorative per le quali è ammesso l’esercizio. In questo contesto occorre dunque verificare se il punto vendita rientra o meno nell’ambito delle attività consentite (anche in ragione delle normative nazionali e regionali successivamente intervenute). In caso affermativo dovranno essere rispettate le misure stabilite dal predetto Protocollo oltre quelle eventualmente stabilite dalle Regioni in cui si trovano i punti vendita.