[17 aprile 2020] L'art. 26, comma 2° del Decreto Legge n. 18/2020 (c.d. Decreto Cura Italia) sancisce il  diritto dei lavoratori (pubblici e privati) con gravi patologie di assentarsi dal lavoro sino al 30 aprile con assenza equiparata al ricovero ospedaliero. Per "gravi patologie" si intende quanto specificato nel decreto: quei lavoratori "in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita". A mio parere, dovrebbero essere sufficienti le certificazioni già rilasciate dai competenti organi medici. Inoltre, l’articolo 39 del Decreto-Legge “Cura Italia “ prevede in via eccezionale (per ora fino a fine aprile 2020) che i lavoratori dipendenti con disabilità grave (art. 3, comma 3, legge 104/1992) o i lavoratori che abbiano nel proprio nucleo familiare persona con disabilità grave, abbiano diritto al lavoro agile purché “sia compatibile con le caratteristiche della prestazione” lavorativa svolta. È stata inoltre introdotta la priorità nell’accoglimento delle istanze di lavoro agile presentate dai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa. Chiaramente l’accoglimento della domanda in ogni caso è condizionato al fatto che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della propria attività.