In relazione ai suoi quesiti ritengo innanzitutto necessario premettere che quelli da lei espressi sono dubbi ampiamenti condivisi dagli operatori economici e dai professionisti e che, pertanto, non è possibile, allo stato attuale, fornire risposte certe ed esaustive. Nell’attesa di un auspicabile intervento chiarificatore in materia da parte del legislatore o dell’Agenzia delle Entrate è a nostro avviso consigliabile adottare comportamenti il più possibile prudenziali. L’art. 4 del c.d. DL Ristori bis (D.L. 9/11/2020, n. 149) ha previsto l’estensione dell’applicazione del credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda, originariamente introdotto dal c.d. “Decreto Rilancio” (DL 19/5/2020, n. 34) alle “imprese operanti nei settori riportati nell'Allegato 2 al presente decreto, nonché alle imprese che svolgono le attività di cui ai codici ATECO 79.1, 79.11 e 79.12 che hanno la sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto”. La relazione illustrativa al D.L., in merito al citato articolo recita “L’articolo in esame è finalizzato a riconoscere il credito d’imposta per i canoni di locazione e di affitto d’azienda … alle imprese - dei settori maggiormente interessati dalle misure restrittive introdotte per contenere la diffusione dell'epidemia "Covid-19” con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020 - operanti nelle zone che si collocano in uno “scenario di tipo 4” (c.d. “zone rosse”) nonché alle Agenzie di viaggio e dei Tour operator”. Né la norma, né la relazione illustrativa fanno riferimento al concetto di “attività prevalente”. Pertanto, in relazione al suo primo quesito, pare ragionevole ritenere che possa aver diritto al credito d’imposta l’operatore che nel medesimo immobile svolga sia attività riconducibili ai codici Ateco elencati negli allegati 1 e 2 del decreto che altre attività. Ciò, ovviamente, a condizione che siano soddisfatti gli altri requisiti previsti (esercizio dell’attività in “zone rosse” e calo del fatturato). In relazione al suo secondo quesito si conferma che le imprese che svolgono attività riconducibili ai codici Ateco elencati nell’Allegato 2 maturano il diritto al credito d’imposta esclusivamente se operano nelle c.d. “zone rosse”. In relazione al terzo quesito, la verifica del calo del fatturato, così come il calcolo del credito d’imposta eventualmente spettante, separatamente, per ciascuna sede operativa localizzata nelle zone rosse, appare a nostro avviso un comportamento coerente con le finalità della norma. L’impostazione dovrà tuttavia essere confermata dagli auspicati interventi chiarificatori. [15 dicembre 2020]