Resca, Confimprese: «Ultimo quadrimestre 2017: oltre 500 aperture e più di 4mila nuovi assunti da Confimprese»

RAPPORTO CONFIMPRESE
Piani di apertura e assunzioni Soci Confimprese

L’Osservatorio Confimprese sull’ultima parte dell’anno evidenzia la tenuta del settore. Che dovrebbe chiudere l’anno a 150 miliardi di ricavi. Buoni i piani di espansione all’estero con oltre 100 aperture. Franchising: volano per l’occupazione.

(Milano, 22 settembre 2017) – Il commercio non demorde. Complici la risalita del Pil ancora lontano però dalla media europea 1,5% contro 2,4%, l’aumento dell’occupazione in un quadro internazionale caratterizzato dalla crescita dell’economia statunitense e dell’area euro, l’incremento dell’indice della produzione industriale, i retailer italiani aprono oltre 500 nuovi negozi nel quadrimestre settembre-dicembre 2017 con una ricaduta occupazionale di più di 4mila nuove assunzioni. Questo il quadro emerso dall’ultimo Osservatorio Confimprese, che evidenza un’oggettiva capacità di tenuta del settore retail anche nell’ultima parte dell’anno e una previsione di nuove aperture per il 2018 di 2mila punti vendita e 20mila nuovi posti di lavoro. Lo studio è stato presentato nel corso del secondo Retail Summit, che Confimprese ha organizzato a Stresa con EY e gruppo FOOD sulle prospettive di crescita del retail in Italia.

«Il commercio moderno che Confimprese rappresenta – osserva Mario Resca, presidente Confimprese –, sia pure nelle oggettive difficoltà di una recessione che qualcuno ha etichettato peggiore della crisi del 1929, da dimostrazione di sapere tenere la barra dritta e di non lasciarsi fiaccare dall’instabilità ancora persistente dei mercati. Prevediamo una crescita del giro d’affari a fine anno del 3,2% a parità di perimetro e del 5,2% considerando le nuove aperture. Nel primo caso i ricavi dovrebbero raggiungere i 148,5 miliardi, mentre con il perimetro allargato si potrebbe arrivare a 150 miliardi. Il settore è dinamico, pronto a cogliere le innovazioni della digital disruption intesa come un’opportunità per registrare maggiori volumi di vendita e battute di cassa. Le nostre imprese sono aperte alla sfida digitale, grazie alla messa a punto di sistemi collect data CRM per comprare online e ritirare in negozio e di nuove piattaforme ecom che integrano virtualmente il magazzino dell’online e del fisico». È, insomma, l’inizio dell’intelligent store che pone sempre il consumatore al centro delle strategie aziendali per conquistarlo con la qualità dei prodotti e l’affidabilità della vendita assistita in negozio.

Franchising e tendenze in atto: overview del mercato

 Nel più vasto panorama del retail, il franchising conquista vette importanti e apre in maniera trasversale la strada a un’attività su numerosi settori merceologici, con investimenti che possono essere molto contenuti (il 31% richiede un investimento iniziale compreso tra i 20 ed i 50.000 euro) o raggiungere cifre importanti per investitori che desiderano diversificare l’attività. Se la crisi economica ha investito molti settori merceologici e di servizi a livello globale, con forti contrazioni nei consumi e ricadute a volte drammatiche (fallimenti, cassa integrazione, ristrutturazioni aziendali), ha fatto anche emergere alcune valenze forti del carattere imprenditoriale dei franchisee, che hanno saputo utilizzare diverse leve gestionali per reagire al momento di difficoltà, frazionando, per esempio, i volumi di acquisto, gestendo riordini e stock, minimizzando il circolante investito in scorte. Da parte loro, le aziende retail hanno risposto alla crisi con reattività e flessibilità rivedendo, a volte in modo radicale, la propria strategia, l’organizzazione e l’offerta commerciale. Questo risultato conferisce lustro al franchising italiano nel suo complesso, in quanto evidenzia l’esistenza di un buon livello di maturità manageriale e di sofisticazione gestionale, che non ha nulla da invidiare alle realtà dei Paesi più avanzati come Usa, Uk, Francia e Germania.

Le categorie top che trainano il settore sono fashion e food con uguale numero di aperture, 130 punti vendita, ma il food si aggiudica la pole per la creazione di nuovi posti di lavoro, 1.888. Un gap numerico, quest’ultimo, dovuto alla maggiore esigenza da parte delle insegne food/ristorazione di personale all’interno dei locali. Da segnalare la crescita costante dello street food, che incontra le mutate esigenze di consumo degli italiani. Se il 2016 è stato l’anno record del cibo da strada con una crescita del 13% e 2.271 imprese attive, gli operatori stimano che il 2017 sia l’anno del consolidamento. Tra le regioni la Lombardia si aggiudica il primo posto con un incremento di imprese attive del 26% pari a 288 realtà registrate (dati Unioncamere). Tra i motivi che alimentano la tendenza ci sono al primo posto praticità e velocità (32%), seguiti dal gusto ricco e l’ampia offerta di pietanze (23%), mentre una larga parte di consumatori ne sottolinea l’economicità (19%). Non da meno la base Confimprese: 20 punti vendita sono in arrivo nel periodo settembre-dicembre, mentre negli 8 mesi precedenti le aperture sono state una quarantina. Numeri alla mano, dunque, lo street food in franchising si conferma un’opportunità reale tra gli investimenti di successo.

In netta crescita sia il settore ottica, arredo casa, oggettistica, erboristeria, cultura/entertainment sia quello di elettronica di consumo, automotive, immobiliare con rispettivamente 102 aperture e 484 assunti, 133 punti vendita e 628 addetti.

Quanto alle location c’è un ritorno ai centri storici, dove negli ultimi anni si è assistito alla progressiva scomparsa dei negozi al dettaglio a favore delle catene in franchising, anche perché i costi degli affitti si sono abbassati. Avere una vetrina su strada è di maggiore appeal e permette di intercettare il passaggio di papabili clienti. Continua, invece, l’involuzione dei centri commerciali, dove i tenant impongono ai retailer clausole commerciali restringenti e alti costi di gestione. I dati Confimprese Lab-Nielsen relativi ai primi 7 mesi del 2017 confermano una flessione del canale del -1,16% sul periodo precedente e del 2,54% nel solo mese di luglio su luglio 2016.

Nelle tipologie degli affiliati continua la progressione delle quote rose nel franchising. Le donne oggi rappresentano il 61% contro il 35% degli uomini. L’età, dove l’ago della bilancia si è spostato a favore dei quaranta-cinquantenni, mostra come la formula distributiva sia un’ancora di salvezza anche per chi è fuoriuscito prematuramente dal mondo del lavoro: il 55% dei franchisee ha tra 41 e 55 anni; il 26% tra 26 e 40; il 7% da 18 a 25 e oltre 56 anni.

Nelle aree geografiche l’Italia del retail appare ancora spaccata a metà: da un lato il Nord che, nonostante abbia conosciuto in passato una maggiore penetrazione della vocazione all’imprenditorialità e dove il franchising ha trovato terreno fertile per svilupparsi appieno, continua ad alimentare le aperture di nuove catene distributive. Dall’altro il Sud, dove la rinnovata battuta d’arresto dei centri commerciali, -3% nei primi 7 mesi del 2017 sullo stesso periodo 2016 e -4,35% nel mese di luglio su luglio 2016 (dati Confimprese Lab-Nielsen), la mancanza di investimenti in grandi aree immobiliari, ma soprattutto l’impossibilità di accesso al credito da parte degli imprenditori, contribuisce in modo determinante a fiaccare la crescita del franchising. Tuttavia, al Sud c’è ancora la necessità di imprenditorialità ed è maggiore l’esigenza di trovare formule che affranchino dal lavoro subordinato: ‘fare il commerciante’ è per l’imprenditore meridionale quasi una predisposizione naturale, a cui si somma la sicurezza garantita dall’affiliazione commerciale in termini economici e organizzativi; l’affiliato è protetto dal marchio-ombrello dell’impresa e la politica di investimento e rischi condivisi è senza dubbio un fattore di forte appeal.

Ciò nonostante il gap Nord-Sud rimane. Nell’analisi territoriale la Lombardia è la regione virtuosa d’Italia per eccellenza, dove si concentra il maggior numero di esercizi commerciali, 8.237, contro i 5.889 della seconda regione in classifica il Lazio, mentre la Sicilia ha superato il Piemonte in terza posizione registrando 4.362 franchisee (dati Unioncamere).

L’Osservatorio Confimprese conferma il trend: 100 aperture per l’ultimo quadrimestre dell’anno in Lombardia, 44 nel Lazio. Al Sud la prima regione è la Sicilia, 15 punti vendita in arrivo entro dicembre tutti nel comparto fashion. Ad attirare i retailer non sono solo le città a vocazione turistica con un ampio bacino d’utenza, Catania, Trapani, Messina, Palermo, Agrigento, ma anche i centri più piccoli con un tasso di turismo elevato come Modica e Marsala.

Aperture e nuova occupazione per settore

Food e Ristorazione

Nel food la palma d’onore va al gruppo friulano Cigierre che, entro dicembre ha messo a budget 24 punti vendita a marchio Old Wild West, Shi’s, Wiener HausPizzikotto e Romeo in tutta Italia. La strategia è quella di continuare a crescere in Italia, espandersi all’estero nei Paesi in cui l’azienda è già presente e di entrare su un nuovo mercato europeo, la Francia. Per le assunzioni la media è di 25 persone a punto vendita per un totale di 600 addetti. Rilevanti anche le novità in arrivo con la dematerializzazione fatture (Get Your Bill), i pagamenti Apple Pay, il nuovo metodo di pagamento Satispay e il servizio di ordine take away per i ristoranti Old Wide West. Per il big americano delle alette di pollo KFC le aperture sono 8, una in Lombardia, Veneto e Friuli e 3 nel Lazio. Previste 35 persone per ciascun locale, 280 in totale. KFC ha aperto un nuovo shop online dedicato alle linee apparel e design. Dalle calze ai cuscini, passando per cuffie ma anche mazze da golf, sembra che la moda ‘a base di pollo’ spopoli, in linea con un interesse per la tematica alimentare che ormai si estende a tutti i campiSono 8 anche i locali per il gruppo spagnolo 100 Montaditos in Puglia, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Lazio e Sicilia. Sono 112 gli addetti di sala. Sempre molto attivo il gruppo La Piadineria con 26 nuove aperture e 130 neo assunti. La Lombardia è la regione top con 11 locali seguita da Piemonte (5), Veneto (2), Lazio (2), Trentino, Toscana, Abruzzo, Marche, Campania, Sicilia. Lowengrube apre 1 ristorante-birreria e 2 Lowen Wagen. Queste ultime si inseriscono nel progetto street food, che prevede carrozze su strada completamente accessoriate dove vendere birre, hot dog gourmet e i famosi brezel della Lowengrube. Il piano di sviluppo prevede postazioni nelle food court dei centri commerciali o agli ingressi. Le regioni interessate sono Veneto, Lombardia e Friuli, mentre il personale ammonta a 20 addetti per il ristorante e a 6 per le Lowen Wagen (26 totali). Inoltre, l’azienda ha lanciato in luglio a Verona Stazione Porta Nuova il nuovo format Klein: 60mq progettati per centri commerciali, stazioni, aeroporti. Sempre nello street food Queen’s Chips (patatineria take away) conta su 4 nuovi punti vendita su strada Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Puglia con una media di 5 addetti (20 in totale). Anche Penta Group, proprietario dei marchi La Yogurteria e Fry Chicken, ha buone prospettive di sviluppo sul territorio grazie all’apertura di 6 punti vendita La Yogurteria in Piemonte, Trentino, Campania (2), Lombardia (2) con 12 persone impiegate e di 5 Fry Chicken in Veneto, Toscana, Abruzzo e Campania (2) per un totale di 20 neoassunti. L’azienda campana sta lanciando nuovi format: La Yogurteria Bakery su 70 mq contro i 35 mq medi e La Yogurteria Corner da inserire in locali già esistenti, quali bar, gelaterie e ristoranti/pizzerie. Quanto a Fry Chicken sposerà a breve il progetto Satispay a cui stanno aderendo diverse aziende del settore food e non. Buoni i piani di sviluppo di America Graffiti, che nel Belpaese ha portato la tradizione dei diner americani in due format di ristorazione in franchising, l’american diner e il fast food: aprirà 5 locali, di cui 2 in Lombardia, 1 in Liguria, 2 nel Lazio con 20 addetti ciascuno per un totale di 100 persone. In vista dei 10 anni di attività nel 2018 il gruppo sta lavorando sull’aspetto integrazione fisico/digitale per dare continuità alla guest experience aumentando i touch point anche al di fuori dei locali. Domino’s Pizza, che in Italia ha portato due anni fa il concetto della pizza ‘americana’ ha scelto la Lombardia per aprire 3 nuovi locali. Cerca 54 addetti. Il gruppo Cibiamo, che gestisce oltre 90 punti vendita con i brand La Bottega del CaffèCibiamo, Virgin Active Café Mondadori Café, dichiara un’apertura certa in Piemonte e 2 ancora in trattativa in Lazio e Lombardia. Sono 6 gli addetti previsti a punto vendita.

La catena di supermercati bio EcornaturaSì interpreta il 2017 come un anno di consolidamento con poche aperture mirate, in quanto il mercato è molto cambiato a causa del forte inserimento di prodotti bio nella Gdo. Entro dicembre ha in previsione 2 aperture, una a Milano e una a Roma, e tre conversioni dal marchio CuoreBio al marchio NaturaSì a Chiavari (Ge), Pinerolo (To) e Arzignano (Vi). Inserirà in generale 12 persone. Sono 2 le aperture anche per Botega Cafè Cacao a Milano e a Genova con 12 addetti da reclutare.  Il gruppo varesino che offre non solo caffetteria ma anche pasticceria, frullati e drink ha stretto una collaborazione sia con lo chef Simone Zambon per la nuova proposta di salato che è andata in test da questo mese, sia con Ristofranchising per lo sviluppo del progetto franchising.  Select-Trade apre 4 negozi a marchio Lindt in Lombardia, Veneto (2) ed Emilia Romagna con 28 persone in assunzione diretta. Nell’e-commerce sta lanciando una piattaforma digital legata al mondo del cioccolato. Il gruppo triestino illycaffè, reduce dalla recente apertura del nuovo flagship store a Milano in via Montenapoleone con cui è entrato nel novero dei brand di lusso che animano la via della moda milanese, sbarcherà con 2 nuovi negozi in Friuli e Lazio con 14 addetti in totale.

Nel mondo della ristorazione Camst fresca delle recenti aperture della Trattoria da Gustavo a Ravenna, il nuovo format di ristorazione ispirato alla tradizione italiana e Teglia e cuoci a Imola che propone pizza gourmet in teglia, apre a ottobre il nuovissimo Ristorante Bell’Italia, Camst x Eataly, nel parco agroalimentare Fico Eataly World a Bologna. Con un investimento pari a 650mila e 25 nuovi assunti, il ristorante ospiterà fino a 500 coperti. Gli investimenti globali 2017 sono di circa 25 milioni di euro destinati al rinnovamento di strutture produttive, alle aperture o al restyling di diversi locali e alle innovazioni tecnologiche come il nuovo sistema di pagamento Satispay presente in 42 punti di ristorazione e presto disponibile nella totalità dei bar e ristoranti Camst.  CIR food prevede 5 nuove aperture in Italia tra Emilia Romagna e Veneto e l’inserimento di 35 persone. Grazie alle nuove aperture e al consolidamento dei punti vendita già attivi, il fatturato previsto per il 2017 per il perimetro della ristorazione commerciale è pari a 70 milioni di euro, risultato da inscrivere in un progetto strategico di sviluppo per il periodo 2016-2020 che prevede un peso crescente del fatturato commerciale sul totale del business aziendale.

Nel mondo della ristorazione autostradale sono in arrivo per Gustofast (Gruppo Sarni) 19 aperture di cui 13 oil e 6 ristoro con un inserimento totale di 276 nuovi addetti, di cui 156 nelle aree oil e 120 nei punti di ristoro.  Le aree di servizio convolte sono in sono Abruzzo, Campania, Friuli, Lazio, Marche e Veneto. Da segnalare l’introduzione del nuovo marchio Sarni Oil nell’ambito della distribuzione di prodotti carbolubrificanti.

Totale: 128 pv; 1726 addetti


Fashion

Per l’ultimo quadrimestre dell’anno dal mondo fashion arrivano novità importanti in termini di aperture, che mostrano la tenuta del settore. Tra le aziende in maggiore fermento si conferma il gruppo Pianoforte Holding che, grazie ai tre brand Yamamay, Carpisa, Jaked, prevede 66 nuovi esercizi commerciali. Ecco lo split per marca. Da Carpisa arrivano 30 negozi, di cui 12 diretti e 18 in affiliazione in Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Abruzzo e Veneto con una ricaduta occupazionale di 150 addetti. Il gruppo ha appena lanciato Carpisa Go, nuovo concept-retail pensato negli arredi e nel layout espositivo per offrire ai propri viaggiatori il maggior numero di informazioni possibili, con un linguaggio semplice che favorisce la scelta più opportuna in tempi rapidi. Yamamay di punti vendita ne apre 25 in Lombardia, Lazio, Veneto, Sardegna, Emilia Romagna, Toscana. Sono 5 le persone assunte a singolo punto vendita per un totale di 125. Non mancano per Carpisa e Yamamay le nuovi implementazioni sul fronte digital: per ottobre è in arrivo una nuova piattaforma ecom con configuratore taglie digitale, con un nuovo sistema collect data CRM (compro online – ritiro in negozio) e con personal stylist per la prenotazione dal web di un appuntamento in negozio. Per Jaked si profilano, invece, 11 nuovi locali (55 addetti totali) realizzati secondo un concept ben specifico, in stile industrial, con strutture e reti in metallo Due gli elementi più scenici e caratterizzanti: un pannello retrocassa lamellare, con inserti a specchio e un tavolo iconico piastrellato che rimanda visivamente al mondo delle piscine. Nel 2018 il brand creerà un market place su Amazon.

Sono 15 le aperture per Camomilla Italia: 2 in Lazio, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, e Puglia, una in Sicilia, Umbria, Sardegna, Calabria e Abruzzo con 60 neo assunti in totale. L’azienda napoletana sta elaborando un nuovo progetto digital che prevede l’inizio dell’omnicanalità per il 2018, ritenuta indispensabile e strategica in ottica offline e online. Conbipel ha in programma 4 aperture rispettivamente nel Lazio, in Emilia Romagna, in Calabria e in Abruzzo con 26 addetti in totale. Il Triveneto e la Lombardia sono le regioni su cui si concentra lo sviluppo del gruppo toscano Miniconf, proprietario dei marchi Sarabanda e Ido che apre 2 store con 4 addetti alla vendita in totale. In arrivo per Lovable 4 aperture e 15 neoassunti: 2 in Piemonte nei centri commerciali Bennet Mondojuve e I Viali di Nichelino a Torino, 1 in Campania e 1 in Sicilia. Sull’onda del successo del nuovo punto vendita di Castelromano inaugurato in febbraio che sta incrementando il fatturato del 30% sul 2016, è ripartito il progetto Outlet con una previsione di 3-4 aperture tra fine 2017 e inizio 2018. Diverse le tipologie per i due format: la catena Lovable si sviluppa in diretti e in franchising con una metratura di 60 mq, mentre gli Outlet sono solo aperture dirette con una superficie di 110/140 mq. Buoni i piani di sviluppo di Piazza Italia, che di ne store ne aprirà 13 con una ricaduta occupazionale di 169 nuovi addetti. Tra le regioni in pole position c’è la Sicilia con 6 punti vendita, seguono Puglia (3), Lombardia, Campania, Basilicata.  La novità del gruppo napoletano riguarda il lancio del nuovo format Intelligent Store in franchising. Il daily look, caratterizzato da prezzi concorrenziali, pone il nuovo brand in una posizione di competitività rispetto agli attuali operatori del settore stranieri presenti sul territorio nazionale e tine alta la bandiera del made in Italy.

Nel fast fashion TALLY WEiJL prevede nei prossimi mesi 10 aperture spalmate tra Campania e Puglia in location come il centro storico di Lecce e il centro commerciale Mongolfiera di Taranto con 50 addetti totali. La multinazionale svizzera conta di chiudere l’anno fiscale con una crescita superiore al 10%. L’Italia, secondo le previsioni, si confermerà primo mercato con un fatturato previsto pari a circa 170 milioni di euro e una crescita superiore al 15%, considerando le nuove aperture. Per Kiabi sono 4 i nuovi esercizi commerciali in Piemonte a Mondojuve, in Toscana, Marche e Friuli. Il personale di vendita ammonterà a 120, 30 addetti per ciascun punto vendita. Nel digital il gruppo francese sta implementando il concept Free, perché l’esperienza live all’interno degli store è sempre più digitalizzata e ha iniziato a interagire con i consumatori più giovani attraverso il robot Pepper.

Nelle calzature si impongono i piani di sviluppo di Pittarosso (13 milioni di scontrini l’anno) non solo sul fronte aperture ma anche su quello digital e social. Entro dicembre sono in arrivo 8 store in Emilia Romagna, Piemonte, Marche, Sicilia, Lombardia, Puglia e Campania con un totale di 96 nuovi addetti alla vendita. Tra le novità partono da questo mese sia una nuova piattaforma di Crm per entrare in contatto con il possessore di fidelity card sulla base del singolo contatto e del suo comportamento d’acquisto passato, sia l’e-commerce su tutte le 4mila 500 referenze che porterà 2 milioni di fatturato. I 4 nuovi negozi di Scarpe & Scarpe si concentrano in Lombardia, Piemonte e Campania con 56 neo addetti. Anche EbeGroup, che distribuisce il marchio Renato Balestra, prevede 4 punti vendita in Toscana, Lombardia, Sicilia e Piemonte.

Totale: 130 pv; 926 addetti


Ottica, arredo casa, oggettistica, erboristeria, cultura/entertainment

Continua l’espansione del gruppo varesino di ottica Nau! che apre 6 nuovi punti vendita e impiega 30 persone in totale. Queste le regioni di interesse: Piemonte (2), Toscana (2), Veneto e Lombardia. Kasanova, tra i maggiori player italiani di casalinghi (250 milioni di euro di fatturato, 345 negozi, 1900 dipendenti) ha programmato 5 aperture con 15 impiegati a punto vendita per un totale di 75 persone. Regioni coinvolte: Lazio, Liguria, Sicilia, Lombardia e Veneto. Stroili Oro, alfiere della ‘gioielleria a portata di mano’ di recente acquisito dal gruppo francese Thom Europe holding di Histoire d’Or leader di mercato in Europa, apre 16 nuovi punti vendita e genera 64 nuovi posti di lavoro. Molte le regioni coinvolte: Marche, Toscana, Piemonte (2), Puglia, Lombardia (2), Lazio (3), Trentino, Veneto (3), Valle d’Aosta, Basilicata. Il gruppo ha recentemente attivato il servizio di click & collect per i clienti. L’azienda altoatesina Thun, produttrice dei famosi angeli in ceramica, apre 10 punti vendita lungo tutto lo Stivale e assume 30 addetti. Nell’ottica della diversificazione del business è prevista l’apertura della linea di ristorazione Thun Caffè. Tiger, nata a Copenaghen e specializzata in design low cost (accessori per la casa, strumenti per l’ufficio, giocattoli, accessori per la persona) arrivano altri 2 shop dopo i 6 aperti nel primo semestre 2017, uno a Milano e l’altro a Ravenna con 10 addetti impiegati a singolo store per un totale di 20. Dal mese di settembre il gruppo danese ha previsto il lancio della Loyalty App, un programma digital che punta su un’esperienza loyalty di nuova generazione, su mobile, dove gli utenti sono protagonisti attivi nel loro rapporto con il brand e vengono premiati per tutte le interazioni che intercorrono nella loro shopping experience: acquisti, attività social, scambio di feedback, azioni in store, relazioni con la community. L’Erbolario continua la serie positiva di aperture con 15 nuovi punti vendita in Toscana, Piemonte, Lombardia, Lazio, Sardegna, Veneto. Sono richieste 45 persone. Nell’entertainment prosegue lo sviluppo serrato di Mondadori Retail che di librerie ne apre 40 con un impiego minimo di 3 fino a un massimo di 6 persone per ogni punto vendita affiliato. Continua anche lo sviluppo di servizi di multicanalità, che consentono di comprare e pagare online e ritirare in negozio, di prenotare online un libro disponibile in negozio e ritirarlo in negozio, di ricevere a casa in 24 ore un libro non immediatamente disponibile in negozio ma ordinato grazie a un piattaforma che integra virtualmente il magazzino dell’online e del fisico e che guarda la disponibilità dei magazzini terzi degli editori. La Feltrinelli apre 3 nuovi store, uno a Roma e 2 a Milano con 60 addetti alla vendita. Per Kipoint (gruppo Poste Italiane) le aperture saranno 5, di cui 2 in Lombardia, in Veneto, in Marche, in Emilia Romagna (10 le persone assunte).

Totale: 102 pv; 484 addetti


Elettronica di consumo, automotive, immobiliare

Il gruppo Unieuro, forte del recente sbarco in Borsa e dell’acquisizione dei negozi ex-Andreoli, apre 6 nuovi store con 20 addetti ciascuno (120 in totale), tra cui il megastore romano nel centro commerciale Euroma2.

La società prosegue nella strategia di consolidamento del mercato, che fa perno su un modello di business caratterizzato dalla centralizzazione della logistica a Piacenza e delle funzioni centrali a Forlì, nonché dalla flessibilità operativa e gestionale derivante dall’assenza di un unico format distributivo. Per 4GRetail, il concept store di Tim, le aperture sono 4 con 4 addetti alla vendita per singole store (16 totali). Nell’automotive, bene anche Midas Italia, che ha un piano di 3 nuove aperture in Piemonte e Lombardia con una dozzina di persone impiegate. Tecnocasa ha in programma l’apertura di 120 nuove agenzie con una media di 4 agenti e un totale di 480 risorse.

Totale: 133 pv; 628 addetti


Estero: aperture e Paesi di destinazione

L’Italia si posiziona al 16° su 144 paesi per attrattività nel Global Attractiveness Index 2017, potrebbe fare meglio e di più per la ricchezza culturale, alimentare e di moda che tutto il mondo le invidia. Tuttavia il made in Italy da esportazione continua a piacere soprattutto se declinato sotto l’egida del franchising. Se la presenza di catene italiane all’estero è ancora inferiore rispetto a quelle straniere, il trend già da qualche anno ha iniziato a progredire a doppia cifra, con aziende che generano fino al 30% dei propri ricavi grazie a canone di affiliazione, royalty e vendita di prodotti. Non c’era da scommetterci sull’estero da quando il commercio italiano, incamminandosi verso il declino dei consumi sul mercato domestico, temeva la scomparsa di bar, caffetterie e casual fast food di casa nostra a discapito dell’invasione (in franchising) di potenti brand globali. A marcare la differenza, invece, sono la qualità del prodotto in Italia e format di rivendita dal design elegante.

Nell’ultimo scorcio del 2017 l’Osservatorio Confimprese estero rileva l’apertura di 106 negozi su un piano di annuale di 230 dichiarato a inizio 2017. Lo sviluppo è rivolto innanzitutto verso l’Europa con la Francia al top, seguita da Olanda e Germania. Significativo l’interesse del mondo fashion verso i Paesi dell’est, dove la moda italiana è un elemento cult. Le aperture dell’ultimo quadrimestre riguardano prevalentemente Serbia, Croazia, Bosnia, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Russia. Rispetto al primo semestre del 2017, i retailer dichiarano meno interesse verso i Paesi arabi e asiatici, complici la crisi di tutto il bacino medio orientale e il conflitto Usa-Corea in cui sono coinvolte anche Cina e Russia.


Fashion

Il fashion è ben rappresentato da una nutrita schiera di retailer, di cui molti a matrice campana. A cominciare dal gruppo Inticom, che apre 28 shop con il brand Yamamay (Azerbaijan, Ucraina, Slovacchia, Russia, Montenegro, Serbia, Turchia, Francia) e 36 con Carpisa (Serbia, Croazia, Francia, Kuwait, Bosnia, Giordania, Uzbekistan, Montenegro, Slovacchia, Iran, Emirati Arabi). Camomilla Italia porta il fast fashion in Armenia, mentre Piazza Italia apre 4 store, di cui 2 in Tunisia, 1 in Slovacchia e 1 in Kosovo. Original MAnche Original marines continua la campagna all’estero aorendo 3 store in Russia, Svizzera e Repubblica Ceca. Pittarosso guarda alla Francia con l’apertura di un nuovo mega store a Metz. Ebegroup (marchio Renato Balestra) ha scelto invece la Jugoslavia, Medio Oriente e Cina (3 negozi) per diffondere il marchio nel mondo. L’Erbolario, che formula ogni anno oltre 30 prodotti per la bellezza di viso, corpo, capelli e profumazione per la casa, porta il made in Italy in Francia, Olanda e Svizzera con 3 nuovi punti vendita.


Food

Nel food il colosso friulano Cigierre (Old Wild West, Shi’s, Wiener HausPizzikotto e Romeo) guarda solo alla Francia con l’apertura di 1 locale. Va forte 100 Montaditos, che continua l’espansione sui mercati esteri in modo serrato: 35 nuove aperture divise tra Spagna, Portogallo e centro-sud America, mentre l’azienda campana Queen’s Chips porta le patatine take away in Arabia Saudita, Malta, Cina. illycaffè, che ha fatto dell’internazionalizzazione il nodo fondante della sua strategia espansionistica, ha programmato da settembre a dicembre 19 aperture: 5 in USA, 1 in Canada, 2 in Arabia Saudita, 1 negli Emirati Arabi, 1 in Iran, 2 in Francia, 2 in UK, 1 a Hong Kong, 1 in Olanda, 1 in Germania, 1 in Austria, 1 in Malesia.

CIR food ha intrapreso dal 2016 un percorso di internazionalizzazione e apre un punto vendita in Olanda.


Arredo

Da Natuzzi, che realizza il 90% del fatturato all’estero, arrivano novità importanti. Due i mercati di interesse: Stati Uniti e Inghilterra, dove il gruppo del patron Pasquale aprirà entro dicembre 4 mega store rispettivamente a Chicago e Philadelphia, a Edimburgo e Leeds con il nuovo format lanciato due anni fa, che riscuote il favore del grande pubblico. Si tratta di 800 mq con un’offerta merceologica allargata che, oltre agli storici divani, prevede arredi, dining e letti. Gli Usa rappresentano un mercato d’elezione per Natuzzi, che a partire dagli anni 80 ha democratizzato il divano in pelle, considerato fino a quel momento un prodotto d’elite.