Comunicato Stampa

Sierra Leone: grandi opportunità di business per le imprese italiane

Un incontro con un rappresentante del governo della Sierra Leone.

Milano, 15 luglio 2009 - Il 14 luglio si è tenuto in Confimprese un incontro con un rappresentante del governo della Sierra Leone, Nabil Hassan che è anche consigliere del Presidente, e importanti aziende italiane interessate a sviluppare il proprio business nel Paese africano, top performer dell'Africa occidentale secondo l'indagine Doing Business 2009 stilata annualmente dalla World Bank. «Nel 2009 la Sierra Leone - spiega Nabil Hassan - ha guadagnato quattro posizioni nel ranking delle nazioni sviluppate passando dal 160esimo al 156esimo posto, la Liberia è al 157esimo, la Costa D'Avorio al 161esimo».
L'uomo d'affari libanese ha esposto non solo la situazione di raggiunta stabilità del Paese ma anche le opportunità di business, soprattutto per l'avvio di attività retail negli aeroporti e nel settore turistico-alberghiero. L'incontro, che ha riscosso un interesse superiore alle aspettative, ha visto la partecipazione di imprese attive nel food, nelle mediazioni turistiche, nel bancario, nelle costruzioni e nelle infrastrutture, settori fortemente affini a quelli su cui il Paese sta puntando per evolversi e crescere ulteriormente. «La Sierra Leone punta oggi ad accelerare la crescita nell'aeroportuale e nell'alberghiero, che necessitano di un adeguato apporto di know how e di iniziative commerciali da parte dei Paesi economicamente e tecnologicamente più avanzati» commenta Paola Finzi, amministratore delegato della società Italian Trade Center, già operativa in Sud Africa e interessata in particolare a coordinare aziende italiane di eccellenza, per sostenere i diversi progetti di sviluppo della Sierra Leone.
«Confimprese sostiene l'espansione delle aziende italiane all'estero - chiarisce Mario Resca, presidente Confimprese -. Grazie all'incontro con Nabil Hassan ha aperto le porte anche allo sviluppo nell'Africa occidentale e conta di intensificare ulteriormente il lavoro di internazionalizzazione dei propri associati».

[15.7.2009]