Mario Resca, Confimprese: «Ci aspettiamo dal Governo un contributo reale per la libertà d'impresa e la difesa dell'occupazione creata dal nostro settore. Alle associazioni il ruolo di dialogare con le istituzioni per sostenere le esigenze dei retailer»
Milano, 5 maggio 2011 - Il retail tiene. Nonostante il calo dei consumi misurato da Confcommercio che parla ancora di un -1.3% di spesa delle famiglie italiane in febbraio rispetto al mese di gennaio e di un -2,4% di gennaio su dicembre, il commercio è il settore che meglio di altri negli ultimi anni ha saputo reggere l'urto della crisi e tutelare l'occupazione.
L'Eurelia (Federazione europea dei retailer internazionali) barometer dice che nel 2010 l'Italia si pone in testa ai paesi meglio performanti in termini di vendite a pari merito con il Belgio ma prima di Germania, Francia, Svizzera e Portogallo. A sottolineare il trend anche i numeri degli associati Confimprese, che prevedono 5.370 nuovi posti di lavoro nel 2011 contro un tasso del 30% della disoccupazione giovanile e dell'8,3% della disoccupazione totale, e apriranno 1.152 esercizi commerciali pari al + 28,2% sul 2010 a fronte di oltre 35.000 chiusure di attività nei primi tre mesi dell'anno (dati Infocamere).
«Il commercio può dare un importante contributo all'economia del Paese - afferma Mario Resca, presidente Confimprese durante l'annuale assemblea cui hanno partecipato anche il sindaco di Milano Letizia Moratti e il direttore generale di Unicredit Roberto Nicastro - ma, ciò nonostante, è scarsamente considerato dalla politica e non sembra esserci una visione compiuta del suo ruolo e della sua capacità di generare valore. Per sviluppare catene di negozi e marchi, attrarre investimenti e centrare l'obiettivo di un rapporto deficit-Pil del 2% è necessario mettere in atto una un'importante serie di liberalizzazioni e una maggiore flessibilità del sistema. In questo modo si aiuterebbe il mercato interno che mostra segnali di debolezza, aumenterebbero le possibilità di lavoro, si sosterrebbero i consumi. La mission di Confimprese si esplica nel sostenere la liberalizzazione del mercato e la sburocratizzazione. L'Italia con un 62,7% è al 74' posto nella classifica mondiale della libertà economica secondo l'Index of economic freedom e gli oneri gravanti annualmente sulle imprese sono pari a 68 miliardi di euro». è il mercato a suggerire in quale direzione dobbiamo muoverci. Il presidente Resca richiama a questo proposito la recente polemica sollevata sulle aperture dei negozi il 1' maggio. Confimprese ha appoggiato l'iniziativa dei sindaci di Milano Letizia Moratti e di Firenze Matteo Renzi scesi in campo a favore della libertà d'impresa. In effetti i dati relativi a quel giorno parlano chiaro: a Roma il 70% dei negozi era aperto, Milano ha registrato +30% di incassi rispetto alle aperture domenicali. Confimprese chiede dunque che il Governo prosegua sulla linea delle misure varate di recente come la creazione dello Sportello unico e l'uniformità dei saldi e che prenda atto della vitalità del commercio agendo di conseguenza con interventi più mirati al suo sostegno.
«In questi anni - ha dichiarato Letizia Moratti, Sindaco di Milano - abbiamo lavorato a favore di un'economia più moderna, più libera di crescere e meno soggetta alla burocrazia. Ringrazio Confimprese che da sempre sostiene e promuove con proposte e azioni concrete tutto il sistema produttivo. Un impegno che è anche il nostro, che da sempre siamo al fianco di chi produce, innova e da lavoro. Insieme possiamo fare molto per Milano e per il Paese». In questo contesto di piena collaborazione tra le parti, si inserisce anche il ruolo svolto dagli istituti di credito, che dovrebbero sciogliere i cordoni della borsa e riprendere a concedere alle imprese l'accesso al credito. «Essere una banca retail nell'attuale contesto economico significa in primis focalizzarsi sulle esigenze del cliente offrendogli un servizio su misura - spiega Roberto Nicastro, direttore generale di UniCredit -. Per questo motivo UniCredit ha avviato lo scorso autunno la banca unica che ha nella centralità del cliente, nel rafforzamento del legame con i territori e nello snellimento della struttura organizzativa i suoi punti di forza».
Al termine dell'assemblea rinnovate le cariche sociali. Riconfermato alla presidenza Mario Resca, Francesco Montuolo ha assunto la carica di executive vice president. Vittorio Tuninetti (Burger King) entra a far parte del comitato esecutivo, mentre Edoardo Bulgheroni (Select Trade-Lindt) e Fabrizio Pezzoli (Thun) sono stati nominati nel consiglio direttivo. Tra i riconfermati Giuseppe Cerroni (Autogrill), Valentino Fabbian (Cremonini), Flavio Ferretti (Lavazza), Francesco Pinto (Inticom), Giovanni Rana (Rana), Angelo Zaccari (Eni Gas & Power), Antonio Pasca (Tecnocasa), Marco Minella (Camst), Francesco Starace (Enel Green Power). Creato, infine, un comitato scientifico per sviluppare progetti operativi rispondenti alle linee strategiche dell'associazione composto, tra gli altri, da Luigi Consiglio (Gea), Luca Pellegrini (Iulm) e Riccardo Mercurio (Università Federico II).
Laura Galdabini
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[5.5.2011]
