Lettera a Il Sole 24 Ore di Mario Resca
Milano, 25 agosto 2011.
Caro direttore,
ho letto con interesse il rapporto Unioncamere apparso su Il Sole 24 Ore del 23 agosto (pag. 28), in cui si evidenzia che non solo l'11,8% delle aziende italiane sono guidate da un giovane sotto i 35 anni, ma anche che ad attrarre maggiormente i 'giovani capitani d'impresa' è il settore del commercio. Come presidente di un'associazione portavoce delle istanze del moderno commercio a catena e del franchising non posso che ribadire il dinamismo dello stesso e suffragare a mia volta la buona tenuta dell'autoimprenditorialità, soprattutto al Sud: i nostri associati prevedono, infatti, 215 nuove aperture commerciali nelle 8 regioni del Mezzogiorno entro la fine dell'anno e la conseguente creazione di 1.030 nuovi posti di lavoro.
La mossa, dunque, che Confimprese si aspetta dal Governo è quella che le disposizioni contenute nel Dl 138 siano precisate in sede di conversione e possano davvero essere esercitate dagli operatori economici. Se il legislatore, attraverso il decreto legge 138 con l'articolo 3 si propone di modificare l'art. 41 Cost. per agevolare la libertà d'impresa, grazie a un processo di sburocratizzazione delle restrizioni che ancor oggi e solo in Italia non permettono un veloce avvio dell'attività, è necessario che lo faccia in fretta. Per evitare di bruciare la capacità dei nostri già fin troppo penalizzati giovani di fare impresa.
Esistono ancora forti resistenze all'interno della pubblica amministrazione nella semplificazione dei rapporti con le imprese e in Italia siamo afflitti da troppa burocrazia. Alcuni nostri associati, anche di grandi dimensioni e con reti di vendita ben sviluppate a livello nazionale, hanno dovuto aspettare anche cinque anni per poter avviare un'attività, per attuare un cambio di destinazione d'uso, o addirittura per aprire un punto vendita nella Capitale. Sono solo esempi, che danno però la misura dell'eccessiva burocrazia che affligge il nostro Paese e che non permette alle imprese maggiormente disposte a investire di trarre vantaggi da un'economia libera in un mercato che si professa tale ma lo è solo in maniera parziale e restrittiva.
Mario Resca, presidente Confimprese
Laura Galdabini
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[25.8.2011]
