Il patrimonio artistico: motore dello sviluppo del sistema Italia
Roma, 5 novembre 2009 - Ore 14.30
L'Italia ha perso la leadership: a quando il riscatto?
La ricetta anticrisi per ridare forza al turismo italiano attraverso la leva del commercio moderno e del mondo dei servizi prospettata dal Ministro Sandro Bondi. E da numerosi esponenti del mondo imprenditoriale, manageriale e istituzionale italiano. Aprirà i lavori il presidente di Confimprese Mario Resca
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Milano, 2 novembre 2009 - Il prossimo 5 novembre avrà luogo a Roma il convegno "Cultura, Turismo e Mercato" organizzato da Confimprese con la presenza del ministro dei Beni e Attività Culturali Sandro Bondi, del presidente di Confimprese Mario Resca, del vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo, dell'Assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport Regione Lazio Giulia Rodano, del Presidente di Federlazio Maurizio Flammini. Il convegno si propone di affrontare con autorevoli protagonisti del mondo economico e imprenditoriale il divario esistente tra la ricchezza del patrimonio artistico e culturale nazionale e i ridotti flussi turistici verso il Bel Paese.
In Italia l'industria del turismo vale il 10% del Pil e genera un'economia di oltre 210 miliardi di euro. Il 30% dei flussi turistici verte sulle città d'arte e storiche, i turisti stranieri spendono 9,8 miliardi di euro per vacanze artistico-culturali con una spesa giornaliera pro-capite di 100 euro, comprensiva di beni culturali e trasporti, artigianato, strutture ricettive, occupazione.
«L'Italia è un "museo all'aperto" - spiega Mario Resca, presidente di Confimprese -, possiede il più ampio patrimonio culturale del mondo: su 878 siti Unesco, il più alto numero pari a 43 è in territorio nazionale, così come i musei (5.500), i parchi nazionali (23), gli eventi dello spettacolo dal vivo (81.500). Eppure qualcosa non torna, il Rac (ritorno sugli asset culturali), cioè il rapporto tra ricavi da merchandising e siti Unesco, è per l'Italia notevolmente basso, quello degli Usa è circa 16 volte più alto, quello di Francia e Regno Unito è tra quattro e sette volte quello italiano». Numeri che fotografano i molti scuri e pochi chiari che affliggono l'industria culturale turistica italiana e che non riescono ad assegnarle il posto che le compete nell'olimpo della cultura mondiale, relegandola anzi tra le posizioni di coda rispetto alle best performance degli altri paesi europei. «Nel 2008 il museo nazionale più visitato, Palazzo degli Uffizi a Firenze - spiega Vincenzo Gringoli, partner di Bain & Company Italy - ha registrato 1.5 milioni di visitatori seguito da Palazzo Ducale a Venezia con 1,3 milioni, nulla in confronto agli 8,5 del Louvre, ai 5.9 del British Museum e ai quasi 5 del Tate Modern. Nei primi venti musei più visitati gli Uffizi sono solo al 23esimo posto».
La presentazione dello scenario sarà realizzata da Bain & Company, a seguire un dibattito tra primari tour operator internazionali sulle reali difficoltà riscontrate nel promuovere presso la loro clientela il Paese Italia e sulle loro proposte per rimuovere tali ostacoli e rendere più fruibile al turismo internazionale il nostro patrimonio artistico e culturale. è previsto, inoltre, un focus sui servizi di trasporto, hotellerie, ristorazione, retail di prodotti made in Italy che sono strettamente connessi al turismo culturale. Tali settori, infatti, oltre a costituire una premessa fondamentale per garantire un buon livello di accoglienza e favorire il rilancio del turismo culturale nel nostro Paese, rappresentano anche l'indotto che può beneficiare di un miglioramento qualitativo e quantitativo del flusso turistico.
[5.11.2009]
