Il patrimonio artistico: motore dello sviluppo del sistema Italia
Mario Resca, Confimprese: l'Italia ha perso la leadership. A quando il riscatto?
In Italia i ricavi retail per visitatore sono di 3,8 euro agli Uffizi contro i 14,2 del Metropolitan. Ecco cosa è necessario cambiare per far ripartire l'industria culturale turistica italiana.
Roma, 5 Novembre 2009 - «è necessario essere pronti a creare sistema collegando Regioni, Province, Apt, snellire la burocrazia migliorando il coordinamento tra le realtà pubbliche centrali e locali, facilitare l'iniziativa privata, mantenendo allo Stato la proprietà del patrimonio, puntare sullo sviluppo non solo turistico ma anche economico». Questo il monito che il presidente di Confimprese Mario Resca ha lanciato nel corso del convegno "Cultura Turismo e Mercato. Il patrimonio artistico: motore dello sviluppo del sistema Italia" promosso da Confimprese alla presenza del vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo, dell'Assessore alla Cultura, Sport e Turismo Regione Lazio Giulia Rodano, del presidente di Federlazio Maurizio Flammini e di numerosi esponenti del mondo imprenditoriale, manageriale e istituzionale italiano. Confimprese si è fatta promotrice del convegno odierno dedicato al divario esistente tra la ricchezza del patrimonio artistico e culturale italiano e i ridotti flussi turistici verso il Bel Paese.
Mario Resca ha sottolineato la necessità di fare sistema e programmare azioni efficaci in modo strutturato valorizzando anche le competenze dei privati. «La sfida del rilancio culturale turistico del Paese passa unicamente attraverso un lavoro di squadra -prosegue Mario Resca -. Servono il concorso e il lavoro di tutti per vincere questa sfida: istituzioni, associazioni, imprese, cittadini. Confimprese propone di sfruttare le potenzialità offerte dal nostro patrimonio culturale in ogni angolo d'Italia per arrivare a una maggiore efficienza nella distribuzione di prodotti e servizi, creando una reale possibilità di sviluppo anche per l'intero mondo retail. Il Bel paese è un "museo all'aperto": su 878 siti Unesco, il più alto numero pari a 44 è in territorio nazionale, così come i 4.739 musei, i 23 parchi nazionali, gli 81.500 eventi dello spettacolo dal vivo».
Nel corso del convegno Bain & Company ha presentato la ricerca 'Il turismo culturale in Italia. Scenario e potenzialità di sviluppo', svolgendo una comparazione internazionale tra i musei più visitati: nei primi venti - dagli 8,5 milioni di visitatori del Louvre ai 5,9 del British Museum - non ci sono musei italiani. Il primo è quello degli Uffizi, al 23esimo posto, con 1,5 milioni di visitatori. In Italia l'industria del turismo vale il 10% del Pil e genera un'economia di oltre 210 miliardi di euro. Il 43% dei flussi turistici verte su città d'arte e storiche, musei e siti archeologici, i turisti stranieri spendono circa 10 miliardi di euro per vacanze artistico-culturali, con una spesa giornaliera pro-capite di 100 euro, comprensiva di beni culturali e trasporti, artigianato, strutture ricettive, occupazione. Il rapporto tra i ricavi retail (bookshop e punti ristoro) e i ricavi core (biglietti d'ingresso, audio guide, prevendite e visite guidate) è dello 0,5 per la Galleria degli Uffizi, zero per gli scavi di Pompei, dell'1,6 per il Metropolitan, del 2,2 per il Moma, del 3,8 per la Tate. «Promossi solo i Musei Vaticani e il Museo Poldi Pezzoli, bocciati oltre agli Uffizi, la Galleria d'Arte Moderna di Roma e la Pinacoteca di Milano - specifica Roberto Scaramella, partner Bain & Company -. Quanto ai ricavi retail, le cose non vanno molto meglio: 14,2 euro al Metropolitan, 18,4 al Moma, 6,9 alla Tate, 3,8 agli Uffizi, 0,3 a Pompei. Numeri che fotografano i molti scuri e pochi chiari che affliggono l'industria culturale turistica italiana e non le assegnano il posto che le compete nell'olimpo della cultura mondiale, relegandola anzi tra le posizioni di coda rispetto alle best performance degli altri Paesi europei».
Qual è dunque la ricetta affinché l'Italia possa ritornare in testa ai top performer? Dato per assodato ciò che sottolinea il vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo che «la caratteristica dei nostri beni architettonici culturali è per noi uno splendido scenario con il quale ci confrontiamo giornalmente in quanto è l'arredamento di casa nostra. è esclusivo, eccellente, impareggiabile, tre aggettivi per i quali è giustificata qualsiasi azione di marketing», Resca suggerisce che il solo fatto di introdurre programmi mirati di investimenti, alla luce della situazione di vantaggio competitivo nazionale inespresso nel settore, potrebbe portare a un significativo stimolo in termini di Pil e di occupazione. Analogamente, il valore economico generato da eventi culturali e sportivi e da interventi infrastrutturali di rilevanza regionale/nazionale condurrebbe risultati sorprendenti.
[5.11.2009]
