Confimprese: così il Dpef 2010-2013 può sostenere il commercio moderno
Milano, 27 luglio 2009 - In riferimento al Dpef 2010-1013 e in particolare al capitolo riguardante il Ministero dello sviluppo economico e gli impegni futuri per sostenere la ripresa dello sviluppo imprenditoriale, Confimprese ne fa propri alcuni punti nodali, e in particolare quello relativo all'internazionalizzazione delle imprese italiane all'estero, all'incremento del Fondo sociale per l'occupazione e la formazione (4 miliardi di euro) e alla creazione del Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale (9,05 miliardi di euro). .
”Tenuto conto che oggi il mondo dei servizi pesa per il 71% sul Pil europeo, credo che sia necessario riflettere sulle reali opportunità di sviluppo e incentivazione che devono essere riservate al comparto - commenta Mario Resca, presidente di Confimprese -. Commercio moderno e franchising rappresentano il 23% del Pil sul totale dei servizi prodotti in Italia e sono tra i pochi settori che continuano a crescere, creando occupazione e mitigando in parte i dati sconfortanti relativi a cassa integrazione, licenziamenti, prepensionamenti forzati. Per questo è assolutamente necessario da un lato aumentare la flessibilità e la produttività del lavoro completando il processo di liberalizzazione e trasparenza del mercato e dall'altro alleggerire la pressione fiscale, semplificando le procedure amministrative e fiscali e incentivando l'internazionalizzazione. In Italia c'è ancora troppa burocrazia e i costi lungo l'intera filiera del processo produttivo sono molto elevati. Per permettere al retail di svilupparsi e crescere è necessario che si abbattano i costi dei processi logistici e che si implementino le infrastrutture. Perché è di lungimiranza, trasparenza e snellimento delle procedure che le aziende oggi hanno un gran bisogno“.
[27.7.2009]
