RAINews 24: la situazione del turismo in Italia (convegno ESEF)
Intervista a margine del convegno ESEF "Produttività, innovazione e crescita economica tra regolamentazione e innovazione"
"Produttivit? nei Servizi e Crescita Economica: tra innovazione e regolamentazione.
Tavola Rotonda - I servizi e la liberalizzazione: quali prospettive per l'Italia?"
Palazzo Senatorio - Campidoglio - Roma, 29 maggio 2007
Confimprese ? l'Associazione del commercio moderno - franchising, gdo e reti dirette - che raggruppa marchi leader nei rispettivi settori di riferimento (dalla ristorazione ai servizi, dal food all'entertainment, fino alla moda e accessori) fortemente competitivi e in espansione sul mercato italiano e internazionale.
Oggi Confimprese riunisce ben 70 aziende che rappresentano circa 200 marchi commerciali, 20.000 punti vendita in Italia (diretti e in franchising) con un fatturato pari all'1% del PIL e 400.000 addetti.
Fin dalla sua nascita, nel 1999, la mission dell'Associazione ? stata quella di diffondere la cultura del commercio moderno, rappresentare e tutelare gli interessi dei retailer e dialogare con le istituzioni - locali, regionali, nazionali e comunitarie - per favorire la progressiva liberalizzazione dei mercati.
Confimprese, in occasione dei due convegni organizzati lo scorso anno in tema di liberalizzazione, ha chiesto alle Istituzioni di porre particolare attenzione al mondo del commercio e dei servizi che, rappresentando il 70% del PIL, possono contribuire in maniera decisiva alla crescita economica del nostro Paese.
Per dare nuovo impulso al retail ? inoltre essenziale liberalizzare orari e giorni di apertura, snellire la burocrazia necessaria per avviare nuove attivit? economiche, garantire un mercato del lavoro pi? flessibile e combattere l'evasione fiscale.
E' sicuramente importante la comunicazione unica per la nascita di un'impresa che va a sostituire tutti gli adempimenti previsti per l'iscrizione al registro delle imprese ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali e per l'ottenimento del codice fiscale e della partita Iva, cos? come l'abolizione dell'obbligo di chiusura infrasettimanale per alcune professioni.
Ma ci sono anche altre iniziative legislative nell'ambito delle liberalizzazioni che potrebbero invece danneggiare le imprese italiane, come quelle in materia di class action.
Le azioni di gruppo non possono impropriamente trasformarsi da arma di difesa dei cittadini a strumento di aggressione alle imprese. Il rischio ? che queste ultime ricevano ingenti danni da azioni sferrate per fini esclusivamente economico-commerciali o per colpirle nell'immagine. Anche in questo caso in mancanza di un'opportuna ed equilibrata regolamentazione della normativa il rischio ? quello di generare una prassi pericolosa che potrebbe dar vita all'effetto valanga che si sta verificando negli Stati Uniti, dove le Corporations vivono costantemente assediate dalla minaccia di azioni legali.
Un processo di liberalizzazione che vuole essere effettivo ed efficace deve inoltre coinvolgere contemporaneamente tutti i settori dell'economia e avvalersi di un coordinamento delle azioni tra il Governo e gli Enti territoriali.
Un ruolo decisivo spetta quindi alle Regioni, alcune delle quali si stanno gi? muovendo con progetti di legge mirati come quello della Regione Lombardia sulla liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali.
Regioni come Veneto, Emilia Romagna e Trentino stanno discutendo testi unici sul commercio che tengono conto dell'impatto dei centri commerciali sulle piccole e medie strutture e stanno rivalutando i centri storici a testimonianza di come un libero mercato sia in grado di autoregolamentarsi. Nel Programma Operativo della Regione Lombardia, per esempio, si parla di rivitalizzare l'offerta commerciale nei centri storici e di riqualificare alcune aree urbane. ? realistico pensare quindi che ci sar? un ritorno alla citt?, un riequilibrio del rapporto centri commerciali-centri citt? di cui i piccoli esercizi beneficeranno.
Dal punto di vista dello sviluppo d'impresa il network rimane comunque il cardine della distribuzione moderna, perch? assicura i vantaggi dell'utilizzo di un marchio gi? affermato sul mercato, la riduzione del rischio d'impresa, economie di scala, lo sviluppo e l'evoluzione dell'assortimento dei prodotti e dei servizi, la pubblicit? istituzionale oltre alla possibilit? di avvalersi di una specifica e consolidata esperienza commerciale pregressa.
Per Confimprese il futuro ? quindi rappresentato dalla distribuzione moderna nella convinzione che agli imprenditori autonomi si sostituiranno sempre pi? imprenditori legati a network consolidati.





